La Garbatella di Pasolini a Ferragosto passeggiando nella storia

Ferragosto 2022 a Roma passeggiando con Fatagarbatella nella Garbatella di Pasolini appuntamento alle ore 19:00 davanti all’ex cinema teatro Garbatella (Palladium) piazza Bartolomeo Romano

a cura di  Charlotte Fontaine:

 Come ormai da più di 10 anni l’associazione culturale Il Tempo Ritrovato di Fata Garbatella promuove una passeggiata nella storia per le strade  del quartiere.

La passeggiata è offerta  dall’associazione ed è a numero chiuso per le amiche e gli amici.

 Il Ferragosto 2022 a Garbatella  sarà un confronto tra il film “Vita violenta” girato da Pierpaolo Pasolini nel 1962 e su come è cambiata quella piazza della Garbatella con la ghiaia e le panchine di legno dove si incontrarono  Irene e Tommaso. La piazza  purtroppo molti la chiamano la piazza della scuola dei Cesaroni, grazie ad una fiction andata in onda su Canale 5 diversi anni fa, ora riproposta nelle notti tarde d’estate.

Fatagarbatella farà da guida magica tra adulti e bambini con un libro di Ulderico Munzi, con le bacchette magiche di carta riciclata e alla passeggiata  partecipano anche i garbasorci8tti.

I garbasorci8tti sono  personaggi delle favole inventate da Fatagarbatella e dipinti su cartone. L’infanzia delle scuole materne  La Coccinella ed Il girasole colorato  conoscono bene questi personaggi pubblicati nella favola Viva Viva la Pace. I garbasorci8tti sono dei sorcetti dipinti su cartone per sensibilizzare sull’importanza del riutilizzo della carta e del cartone aspettando l’apertura della  biblioteca di Via Costantino.

 Ulderico Munzi il libro  “Matusa” lo donò nel lontano 1968 in piena contestazione giovanile  a Salvatore Arcidiacono che lavorava come impiegato ai quotidiani La Nazione ed Il Resto del Carlino presso la Sala Stampa di Piazza San Silvestro . Probabilmente Munzi pensò di donarlo a quell’impiegato della Sala Stampa sapendo anche che era un ex carabiniere della guardia regia.  Visti i tempi di ribellione dei giovani sessantottini e quella figlia contestatrice dell’impiegato di Piazza San Silvestro fece bene Munzi a fare quel dono. Salvatore Arcidiacono “Matusa” lo donò alla figlia che lo lesse, forse incuriosita dal titolo o forse per fare giusto un piacere a suo  padre che ci teneva tanto che lei lo leggesse.

Il libro scritto dal giovane Ulderico è prezioso ora a distanza  di più di mezzo secolo, perché è tornato alla mente di quella figlia contestatrice  per le interviste che ci sono riportate.

Ulderico Munzi che ora ha  novant’anni intervistò  molti personaggi della politica e della cultura e non solo  come Amintore Fanfani, Ugo La Malfa, Alberto Moravia, Pietro Valdoni, Gino Cervi e molti altri tra cui Pier Paolo Pasolini.

 Durante la passeggiata sarà letta l’intervista fatta a Pasolini sei anni dopo dal film girato su quella piazza, dove venne girato nel 1974 anche il film “C’eravamo tanto amati ” con Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli.

Su quella piazza  ce n’è di  storia da narrare  per esempio Karol Wojtyla duecentosessantaquattresimo Papa ci  volle tornare come prima uscita da Vicario di Roma, tornò  alla chiesa di San Francesco Saverio il 3 dicembre 1978, perché  nel 1946 la frequentava come giovane catechista.

Piazza Damiano Sauli chiamata da certi pischelli “la piazza che comanna” sembra che narri alle persone più attente  le varie epoche che l’attraversano, ne ha  tanta storia che forse le nuove generazioni dovrebbero imparare a conoscere.

La tanto decantata RIGENERAZIONE va messa in pratica nel rispetto delle differenze culturali e dei messaggi silenziosi che manda la strada, la toponomastica e i vari murales quelli fioriti e quelli  non ancora  sbocciati sul territorio .

A settembre 2022 per il secondo anno piazza Damiano Sauli ospiterà “il festival del baccalà!”

Fatagarbatella invece  promuoverà l’incontro 8 settembre a cena con la storia raccontata dai salmoni

 I tempi cambiano come  scrisse in quella canzone “Una voce di Roma”  dedicata alla Garbatella  Enzo Ventre “il tempo invecchia pure la vita meno male le mai la storia “ È questo il compito che si dà ormai da 32 anni l’Associazione Il Tempo Ritrovato per far  emergere tratti di storia secondo il proprio vissuto. La passeggiata si concluderà in una trattoria nel palazzo dove Fatagarbatella nacque proprio nella casa dove i suoi nonni andarono ad abitare nel 1926 a causa degli smembramenti  di Roma nella zona di Via dei Pettinari. Durante la cena si parlerà anche di colui che ha fatto la lunga prefazione del libro di Ulderico Munzi e cioè Enrico Mattei.

Enrico Mattei e la moglie al battesimo Giulia Giannone

 Fatalità Mattei e la moglie  tennero  a battesimo la figlia di Fatagarbatella e le parole di Monsignor Mario Canciani sono impresse nella memoria della fata. Pertanto  grazie al film di Pierpaolo Pasolini ed al libro di Ulderico Munzi si aprono per IL TEMPO RITROVATO nato a Piazza Caterina Sforza il 7 aprile 1990  nuove e vecchie strade da percorrere  con quei disegni fatti dall’infanzia del 2008 per “La città dei piccoli” che sarebbe dovuta nascere alla ex Fiera di Roma.

Ecco alcuni tratti  della prefazione del libro  ”Caro Ulderico, ch’io manchi, come giornalista, di chiaroveggenza, è cosa certa; ma se mai ne avessi dubitato, a levarmi ogni perplessità  sarebbe oggi sufficiente il ricordo della tiepida accoglienza che riservai alla tua proposta di un servizio sui

dei vent’anni dei più illustri “matusa” della società contemporanea.

Tu ricorderai che io subii quella tua trovata senza entusiasmo; e la mia adesione di direttore del giornale fu un atto di condiscendenza non di convinzione. A chi può interessare , mi chiesi, sapere che cosa pensassero e che cosa facessero, sulla soglia dell’età maggiore, Cesare Merzagora e Amintore Fanfani? Tuttavia non ebbi l’animo di dire no. Di idee consimili troppe mi tocca di bocciarne per ingrato dovere del mio ufficio di direttore di giornale; e so per esperienza che non è bene disanimare i giovani colleghi, instillando nell’animo la sfiducia  nelle proprie capacità di discernimento e di iniziativa .  Fu così che ebbe via libera il servizio sugli ”anni ruggenti” di un piccolo ma ben scelto campionario delle celebrità contemporanee; e a quel servizio detti spazio nelle colonne della  “ Nazione”, dalle quali prende oggi il volo per divenir, ripulito e corretto, il libro a cui mi chiedi, come complice involontario di premettere due parole di prefazione  

Quelle due parole di prefazione sono quasi nove pagine del libro e  rilevano il ruolo che ricopriva Enrico Mattei nel 1968, ora  l’idea di Ulderico Munzi di intervistare quei personaggi di fine anni sessanta ci porta a fare un confronto su quanto pensavano i personaggi di oggi nei loro vent’anni, ma mi chiedo se ne valga la pena, anche perché di Ulderico Munzi ce n’è uno solo.

 Ne vale invece la pena di comprendere nel centenario di Pierpaolo Pasolini il perché del film girato tra Tormarancio e Garbatella  visto anche il penultimo libro che ho letto e che si svolge a Tormarancio e il personaggio torna al suo quartiere dopo circa venti anni di carcere.

L’intervista a Pierpaolo Pasolini inizia così:

Prima Freud, poi Marx. E tra Freud e Marx, la guerra e la Resistenza: E’ su tutto ciò che echeggia il canto della sua poesia.

No. Non è stata una conversazione facile , scorrevole, densa di episodi. Mi ha guardato male fin dall’inizio, anche se si era cambiato la camicia (vaporosa, bianca) prima di entrare nel salone.

 E forse non mi ha nemmeno stretto la mano.

Ero un nemico.

 Colui che voleva raggrumare in una pentola di chiacchiere il senso dei suoi vent’anni.

Pier Paolo Pasolini aveva ragione.

e gli chiedo scusa.

L’ho lasciato parlare e non l’ho mai quasi interrotto……………

Il resto dell’intervista la leggeremo durante la passeggiata magica  vicino a quel baretto su piazza Damiano Sauli dove si incontrarono Irene e Tommaso ….

Carlotta ricorda e racconta 23 luglio 1998 – 2022

Carla Di Veroli

23 luglio 2022 piazza Ricoldo da Montecroce ore 19.00.                         

Il 23 luglio 1998 venne restaurata la fontana simbolo dello storico quartiere Garbatella, dopo cinque anni di ripetute sollecitazioni alle istituzioni. Come dice un verso della canzone  dedicata da Enzo Ventre a Carlotta così si chiama la fontana “c’è  una voce di Roma che canta dentro l’acqua di una fontana…che voi il tempo invecchia pure la vita, meno male mai la storia” Questi versi accompagneranno l’incontro promosso da Mirella Arcidiacono alias Fatagarbatella presidente dell’associazione  Il Tempo Ritrovato  per ricordare quante iniziative dal restauro ai giorni d’oggi. A molti eventi partecipò  Carla Di Veroli assessora alla cultura scomparsa prematuramente il 19 agosto 2021. Ecco Carla che fa i tre famosi sorsi fatati da Carlotta che fanno realizzare tre desideri.

una poesia per Donatella e per Rosaria

ad un anno dall’inaugurazione del parco dedicato a Donatella Colasanti l’associazione culturale Il Tempo Ritrovato con il Patrocinio gratuito del Municipio  VIII darà  vita all’iniziativa


UNA POESIA PER DONATELL A E PER ROSARIA

12 maggio ore 17.00 Parco Donatella Colasanti

Via di Villa di Lucina Roma – Via Giustiniano Imperatore

Saranno presenti il fratello di Donatella, Roberto Colasanti e la sorella di Rosaria Letizia Lopez, le istituzioni delle P O del Comune di Roma Michela Cicculli e l’assessora alla cultura e memora del Municipio VIII Maya Vietri

introdurrà Mirella Arcidiacono Presidente  dell’Associazione promotrice

 con le poesie: Quel fiore nel parco Goccia goccia buca la roccia

e Anna Maria Tocci Presidente dell’Associazione La Cultura del Cuore con una sua opera

 

Viva la Pace !!!

in diretta da Radio Roma Capitale alcune news di Fatagarbatella sul quartiere… fra notizie, personaggi storici e del quartiere, riflessioni ed alcuni ricordi come il “Progetto G”… ed i nuovi progetti dell’Associazione Il Tempo Ritrovato

La Garbatella si sarebbe dovuta chiamare Colle della Pace

In questi giorni tantissimi bambini e intere popolazioni stanno vivendo giorni terribili e tanta sofferenza

Se non lo fanno i “potenti” della Terra almeno cerchiamo di impegnarci noi comuni cittadini per costruire piccoli Ponti di Pace

Viva Viva la Pace !!!

8 marzo a Garbatella la mimosa racconta

a cura di Giovanna Mirella Arcidiacono
Un gruppetto di donne nate alla Garbatella si è dato appuntamento l’8 marzo 2022 alle ore 17.00 a piazza Ricoldo da Montecroce davanti alla fontana “Carlotta” e si  racconta nei lotti dove la cicogna le ha portate….

la fontana Carlotta

Già perchè un tempo si nasceva in casa! Si facevano bollire fiaschi spagliati dentro grandi pentoloni e si partoriva sul letto dove molto probabilmente si era state concepite…Chissà se la levatrice arrivava  come nella serie dei  films di De Sica “Pane amore e gelosia”, comunque intorno alla partoriente era tutta una festa …La sora Clementina una delle infermiere diplomate della Garbatella   di solito veniva chiamata anche lei oltre alla levatrice per assistere e a volte era pronta a foderare  con ovatta “termogène” o pezze di lana una scatola delle scarpe o qualcosa di simile   per mettere la neonata od il neonato dentro a mò di incubatrice, se la creatura nasceva prematura, poi si aspettava il pediatra. I ginecologi forse esistevano ma a Garbatella personalmente non ne ho sentito parlare forse solo se c’era qualche aborto spontaneo se poi era spontaneo…(parlo di quando non c’era ancora la legge).

Elisabetta Di Rienzo

L’idea di raccontarci risale a molti anni fa come ho già scritto nel 2002 nel libro GARBATELLA: La storia è donna, presentato il 18 febbraio 2003 presso l’oratorio di San Filippo  Neri con la prefazione di Maria Rita Parsi, c’era il presidente della Circoscrizione Massimiliano Smeriglio, Rossana Di Lorenzo  moglie in alcuni film di Alberto Sordi, Enzo Staiola, Giorgio Onorato e la data è scritta sulla lavagna alle nostre spalle…

c’era una volta una mimosa nel Municipio 11 diventato poi Municipio 8

L’idea si è arricchita di altri venti anni di storie vere vissute dalle donne dello storico quartiere. Pertanto visti i vari cambiamenti avvenuti e noi siamo rimaste nell’anima le stesse solo con qualche chilo e ruga in più, abbiamo deciso che  l’8 marzo 2022 apre un nuovo percorso storico dopo la pandemia ed i venti di guerra che soffiano sull’Europa e siamo intenzionate a portare in giro per i lotti non solo i racconti della mimosa, come nacque questo simbolo  come e perché si scelse proprio l’8 marzo per celebrare la Giornata Internazionale delle Donne  che è bene ricordare è “una celebrazione”,  non una festa. Se però a qualcuna  fa bene   raccontarsi  davanti ad una pizza con le alici l’importante essere serene e felici.

Noi donne della Garbatella saremo in giro per i lotti e lottiamo per raccontare noi la nostra storia e pianteremo un albero di mimosa al lotto dove  vivevano Enrica Zarfati ed Emma Di Porto deportate al campo di concentramento la prima tornò e raccontò anche di Emma che non tornò…La locandina riporta alla fine dei nomi una freccia che indica che…la storia della mimosa continua ed ha un significato di luce ed il polline libero vola dove vuole come le cicogne che andavano a bere alla fontana Carlotta nella favola di Fatagarbatella letta per i 102 anni del quartiere in alcune scuole con la mascotte dei Garbasorci8tti e garbasorci8tte disegnate sul cartone  per sensibilizzare sull’arte del riciclo, ma questa è un’altra storia che poi Vi racconterò…

la mimosa di piazza Caterina Sforza 6

A tutte e tutti tutti i giorni BUON 8 marzo 2022

Garbatella 102 a mente fresca… “nulla succede a caso”

di Giovanna Mirella Arcidiacono presidente dell’Associazione Culturale Il Tempo Ritrovato

La pandemia è arrivata proprio nel centenario della Garbatella
E’ da qui che parte la mia riflessione a mente fresca.

Mia nonna Clementina mi diceva che dovevo studiare e ripassare le lezioni a mente fresca, cioè di svegliarmi un po’ prima la mattina quando avevo l’interrogazione e ripassare la lezione “a mente fresca”.

A mio avviso la vita è una scuola con tante lezioni di vita.

Fatalità tutto si è fermato alla Garbatella l’otto marzo 2020, proprio il giorno del compleanno di Padre Guido arrivato nel quartiere nel 1952 da Milano.

Mia nonna Clementina veniva dagli sgomberi di via dei Pettinari insieme a mio nonno Adalberto, anche mio fratello si chiamava Adalberto come il padre di mia madre  ed era nato nel 1952 proprio quando era arrivato Padre Guido.

Le tradizioni romane di solito fanno rinnovare il nome dei morti mentre in Sicilia è diverso, mio padre nato a Messina aveva altre tradizioni, lì si rinnova il nome anche dei vivi infatti mio fratello Romolo nato nel 1956 porta il nome del mio nonno cantante siciliano che quando nacque il mio secondo fratello  mio nonno era vivo e vegeto. Pure io porto come primo nome quello di mia nonna siciliana, ma mia madre da buona trasteverina  mi ha sempre chiamata  con il secondo nome “Mirella” e poi all’anagrafe il terzo  è quello della mia bisnonna romana, ma queste cose ve le narrerò in seguito “A MENTE FRESCA

Mio padre aveva incontrato mia madre quel famoso 8 settembre del 43 al lotto 31 a Garbatella, mentre fuggiva dai tedeschi visto che era un carabiniere che non aderiva alla Repubblica di Salò.

Ora pensando ai 102 anni della Garbatella, cioè ai 102 anni dalla posa della prima pietra da parte di quel Re che poco dopo firmò le leggi razziali, il pensiero mi vola a questi 102 anni e ciò che è avvenuto pochi giorni fa.
Io scorso 21 gennaio alla Garbatella ho partecipato alla posa di quattro pietre d’inciampo, convinta che fossero solo per gli ebrei non tornati dai campi di concentramento.; invece non è così come ci ha spiegato la rappresentante dell’associazione “Arte in Memoria”.
Strada facendo molte cose mi sono più chiare e c’è proprio sempre da imparare.
Sono stata a Via Percoto, all’albergo rosso ed ho assistito alla deposizione della pietra d’inciampo di Enrico Mancini io conoscevo suo figlio Riccardo.

Riccardo quel bambino che aspettava il ritorno dal lavoro del papà seduto sulle scale. Quando vedeva entrare il papà dal cancello gli correva incontro ed il papà lo prendeva in braccio e lo faceva roteare dicendogli : ”Sei il più bel bambino d’Europa”! L’emozione è stata sentir parlare
Iacopo il nipote, figlio di un deputato europeo della Garbatella, lì che ho sentito in gola e negli occhi umidi che veramente siamo il municipio della memoria.

Mi sono resa conto che ho fatto bene a me prima di tutto, si proprio a me ad andare nelle scuole materne a narrare la favola di Garbatella – Garbatellandia che, mi frullava e continua a frullarmi nella testa. Infatti mi sono ricordata di quel giorno che vidi per la prima volta Iacopo alla scuola materna dove erano andati anche i miei fratelli, sto parlando della Coccinella inserita nel plesso della scuola Cesare
Battisti. La scuola conosciuta dal pubblico televisivo per la fiction dei Cesaroni, una fiction che mi dava un fastidio! Non ne parliamo poi adesso che  ci sono  pure i pupazzetti della Lego!

Quella fiction non c’entrava nulla sulla vita reale del quartiere, ancora porta strascichi turisti, infatti cercano i luoghi dei Cesaroni, ma poco interessa sapere che la scuola non si chiama Ugo Foscolo (la media stava a Portico d’Ottavia e l’ho frequentata io, ora è scuola ebraica, perché è all’interno del ghetto) ma Cesare Battisti e poco interessa sapere chi era Cesare Battisti.. …non parliamo poi  della bottiglieria della fiction che ora chiamano bar  ed è un punto di riferimento  dell’AS Roma, invece un tempo c’era un Cesare con sua moglie Lina erano fornai e tutto li intorno profumava di pane

La memoria, la cultura, la sensibilità e la curiosità di approfondire naturalmente passano anche secondo il cibo della mente che abbiamo ricevuto sia dei genitori che dalla scuola e da quello che ci circonda.

Dopo la pietra d’inciampo a via Percoto siamo andati al lotto dove sono nata, a destra guardando la famosa fontana “Carlotta” e li è stata posta la pietra d’inciampo per Emma Di Porto.

La storia di Emma l’avevo conosciuta tramite il racconto Enrica Zarfati per lei anni fa è stata posta una piccola targa sul muro del palazzo dove viveva sia lei che Emma. Ora in bella vista sulla facciata del palazzo dove vivevano le due donne c’è un murale dedicato ad Alvaro Amici, cantante di canzoni e stornelli romani che viveva tre palazzi più su. Nei miei racconti dico che ora lui canta una serenata alle due ragazze di un tempo.
Anche lì ho avuto una grande emozione, perché hanno parlato due ragazze ed un ragazzo della scuola Alessandra Macinghi Strozzi, mi sono avvicinata alle due ragazze e le ho chiesto se
conoscevano la storia dell’eccidio donne del Ponte di Ferro. Non la conoscevano e allora ho detto loro che se volevano conoscerla, potevo presentarle un uomo di 90 anni e nonostante l’età è lucidissimo, Fulvio vide quelle donne morte . Lui quel 7 aprile del 1944 era un bambino di circa 12 anni ed era andato a prendere la farina , perché sua madre le aveva detto che c’era la possibilità di
avere farina gratis. Infatti c’era stato un assalto al mulino Biondi, ma Fulvio trovò le camionette dei soldati tedeschi che gli sbarrarono la strada.
Sul greto del Tevere quel ragazzino della Garbatella vide le dieci donne assassinate.
Fulvio ha anche rilasciato una interessante intervista proprio sul quel ponte alla trasmissione “Chi l’ha Visto” .

Mentre sto parlando con loro le due studentesse alle quali ho regalato una delle mie bacchette, dico :” non fatevele vedere se no qualcuno può dire che Fatagarbatella sta sempre in mezzo!” Loro le giovani studentesse molto sveglie stanno subito al gioco, la bacchetta se la mettono sotto la giacca nel mentre sento la voce di una donna che riconosco e mi dice scherzando :” Oh lascia stare mia figlia ! Le fatalità! Lei è una ex consigliera del municipio ed
una delle due donne politiche con le quali mi incontravo a l’ora di pranzo in municipio per costruire la storia al femminile e proprio con loro ho cominciato a portare dei fiori al ponte di ferro al monumento delle dieci donne assassinate sul ponte di ferro. La mamma di una delle ragazze è anche la moglie di un ex vice presidente del nostro municipio. Certi incontri per me sono utilissimi ed importanti per captare cosa devo continuare a fare come associazione. TRASMETTERE STORIA e sensibilizzare in vari modi.
Mi sono chiesta come mai quella studentessa non sa questa storia è come mai non lo sa neanche la professoressa? E come mai se io ho presentato Fulvio Carnevali all’assessora alla scuola già nel 2017 ??? Perché non è stato coinvolto quando hanno fatto il video con la scuola Rossellini, oltre tutto Fulvio Carnevali ha lavorato per più di cinquant’anni alla Titanus troppe cose potrebbe ancora trasmettere alla cara RIGENERAZIONE.

Non mi sono data risposte, ho solo pensato che poi c’è stato lo studente Nathan che ha letto la storia di nonna Emma e…Ho ricordato che una decina di anni prima con Nathan, sua mamma, i suoi due fratelli e sua sorella erano seduti proprio sul muretto dove
stavamo assistendo alla posa della pietra d’inciampo .

Dieci anni prima stavamo celebrando nel giorno della festa per la cultura il premio “Mamma Garbatella 2012” …

…ed Enrica aveva mostrato quel numero marchiato sul braccio.

Enrica Zarfati mostra il numero marchiato sul suo braccio

Poi il 27 sono stata alla giornata della memoria al ponte Settimia Spizzichino voluto fermamente da Carla di Veroli una delle due donne con le quali andavo al monumento al ponte di ferro o dell’Industria, quello che ha preso fuoco poco tempo fa. Il 27 gennaio al ponte Settimia Spizzichino erano presenti le scuole, so che volevano chiamarlo Ponte Pasolini ma Carla si era impuntata ed imposta fermamente. E meno male che abbiamo quel ponte che comunica e parla a chi sa e vuole sentire. Il ponte dalla Circonvallazione Ostiense a destra porta a  Garbatella, di fronte porta  alla Via Cristoforo Colombo e sulla sinistra si trova la chiesa di Santa Galla cioè una chiesa dedicata ad una Santa, in pochi sanno che è la protettrice delle donne malate al seno. A sinistra  del ponte si va verso Via Pellegrino Matteucci, perché se non c’era il ponte che Circonvallazione vera avremmo avuto ? Una circonvallazione che risponde al nome di
circonvallazione deve avere un ponte ? Io vidi il progetto su delle vecchie carte che, mi fece vedere il “pasticcere magico” alias Enzo Gori ed era un progetto se ben ricordo del 1934.

Perciò pensando al centenario della Garbatella + due cioè non più Garbatella 100, ma Garbatella 102 c’è molto ancora da scoprire e
da scrivere e da imparare.
Al ponte Settimia Spizzichino è stata ricordata Carla di Veroli e io ho ancora nelle mie orecchie quando parlavamo ridendo allegramente o discutendo animatamente se non eravamo d’accordo su come proseguire sulle varie iniziative culturali. C’è poi quella domanda che Carla si faceva e che cominciava sempre cosi:” io vorrei sapere come quella fa ad essere….ecc…ecc..” Fatalità quella domanda che lei si faceva era lì presente sul ponte ed io ho cominciato a pensare che dovrò approfondire su quella sua domanda e che lei mi aiuterà dall’aldilà, ora che è nella verità dal paradiso e che mi aiuterà e mi manderà dei segnali come quello del 27 gennaio 2022 .
Dopo l’iniziativa commemorativa sono andata con Rina Perugia e Rita Ciaralli alla pietra d’inciampo che era stata messa l’anno prima, in ricordo di Fortunata Perugia zia di Rina. Rina non ha mai conosciuto sua zia Fortunata, ma ne aveva sentito tanto parlare da suo nonno e da suo padre .
La pietra di inciampo secondo Rina era stata rovinata volontariamente da qualcuno, avevo sollecitato ed erano stati fatti più sopralluoghi da persone interessate alla storia della Garbatella,
c’era andata anche la assessora alla cultura, il presidente del municipio Amedeo Ciaccheri mi aveva ripetuto fino al giorno prima che era solo sporca, era stato anche attivato il servizio tecnico.
Come dico e scrivo sempre nella mie favole fata burocrazia è sempre troppo lenta…
Rina insisteva che li c’era stato buttato l’acido e anche qualche altra persona era convinta di questo…
Bla…bla..bla..come mi diceva il mio amico Enzo Ventre il blablaismo c’è stato in tutte le epoche e l’unica cosa da fare è verificare, agire.

Rina Perugia nipote di Fortunata Perugia con Mirella Arcidiacono

Cosi con l’antica magia che avevo visto fin da bambina grazie a quel magico prodotto dentro una bottiglietta verde e rossa con scritto sopra “ sidol” e uno straccetto la pietra di inciampo di Fortunata Perugia è tornata a splendere grazie all’olio di gomito di Rita Ciaralli e alla mia documentazione in diretta facebook.

Proprio da qui è partito il piccolo gruppo Donne educatrici alla pace, un’idea che mi è tornata in mente per quella fiaccolata di pace da me organizzata il 10 ottobre 2001, era appena passato un mese meno un giorno dalle torri gemelle di New York.

fiaccolata del 10 0ttobre 2001

Quella frase l’avevo sentita da Karol, quel catechista del 1946 presso la chiesa di San Francesco Saverio alla Garbatella, che ci tornò nella sua prima uscita da Vicario di Roma il 3 dicembre 1978, il 3 dicembre la chiesa ricorda San Francesco Saverio

Donne educatrici alla pace… per educare alla pace dobbiamo vivere in pace , ma come educare alla Pace sapendo che non c’è nessuna guerra giusta? Rina aveva avuto paura, tanta paura della guerra e delle deportazioni, la risposta mi arriva dalla atavica paura di Rina bambina di quattro anni, ora però era una paura infondata che ci appare proprio dalla pietra di inciampo di sua zia.
Infatti ho detto a Rina:” Visto era solo sporca, nessuno ha fatto atti vandalici era solo una tua paura!” E lei mi ha risposto:” quella paura mi è rimasta dentro per quello che ho vissuto quella notte del 16 ottobre del 44 quando Don Bianchi mi prese per mano insieme a mio fratello in quella notte di pioggia sotto a quell’ ombrello che lui diceva essere grande come la cupola di San Pietro. Don Bianchi ci portò in salvo dalle suore del Bambino Gesù ecco perché ci tengo a ricordarlo bisogna raccontare non solo dei morti ma anche di chi ha salvato tante vite ! ”

ER PONTE M’HA PARLATO…

Roma: a fuoco il ponte dell’Industria

Il 2 ottobre 2021 alle ore 23,30 circa  chissà perché, chissà per come  il ponte di ferro  è andato a fuoco.

Ponte, ferro, fuoco acqua quattro importanti simboli da interpretare.

Un incendio ha fatto crollare una delle  passerelle di acciaio poste sul fianco sud del ponte, che è stato perciò chiuso al traffico. Le passerelle laterali, destinate al passaggio di cavi e tubazioni di servizio, forse hanno preso fuoco per un corto circuito,  forse una perdita di gas o per un possibile incendio nato in alcune  baracche di disperati grazie anche ai rovi intorno agli argini del Tevere.

E doveroso  ricordare che anche il 1 febbraio del 2013  ci fu un incendio non così disastroso come quello del 2021, ma il fuoco a volte ci parla, pertanto torniamo indietro nel tempo …

Lo chiamarono PONTE DELL’INDUSTRIA e quando fu costruito da poco era passata la metà dell’1800.

Quando venne messa la prima pietra della Garbatella il ponte era già un “ponte adulto”,  aveva cinquantotto anni e già raccontava la “sua storia” e con il trascorrere del tempo e del Tevere ne ha raccontata tanta…, fra cui quella che è venuta a galla a metà degli anni novanta, quella  del 7 aprile 1944.

Il Ponte dell’Industria è conosciuto come il ponte di ferro, anzi chiamato dai romani, quelli veri, “Er ponte de fero”.

E’ il ponte di Roma  che collega via del Porto Fluviale a via Antonio Pacinotti, è di metallo  e unisce, anzi ora per un pò dovremo dire “univa”, i due quartieri  Ostiense e Portuense. E’ lungo circa 131 metri.

Il ponte fu costruito tra il 1862 e il 1863 da una società belga per consentire ai treni che venivano da Civitavecchia  di congiungersi con la stazione Termini edificata a partire dal 1862 ed aperta al pubblico il 25 febbraio 1863 con il nome di Stazione Centrale delle Ferrovie Romane.

La società belga effettuò il lavoro del ponte in Inghilterra, poi il ponte venne portato a Roma a pezzi e venne  montato.  In un primo tempo il ponte era costituito da arcate in ferro e ghisa appoggiate su piloni costituiti da tubi di ghisa riempiti di calcestruzzo, si sollevava nella parte centrale per permettere ai piroscafi e ai bastimenti armati di passare liberamente.

Vi chiedere ma il ponte perché ti ha parlato proprio ora?

Allora torniamo indietro nel tempo, perché NULLA SUCCEDE A CASO era l’8 settembre del 2000, per me gli 8 settembre fanno un po’ da guida, chi mi conosce lo sa bene… ma facciamo un salto indietro nella storia

il 7 settembre del 1997 fu installato sulla banchina adiacente al lato sinistro del ponte nel quartiere Ostiense un monumento per ricordare le dieci donne trucidate dalle SS sul Ponte di Ferro, dopo l’assalto al mulino Biondi che riforniva le truppe d’occupazione tedesche.

Si è sempre parlato di un “assalto” spontaneo di queste donne  per andare a  prendere farina e pane. Erano passati solo 14 giorni dalla bomba del 24 marzo a Via Rasella ed era Venerdi Santo.

L’8 settembre del 2000 mi trovavo davanti al monumento. Il Comune di Roma aveva promosso un evento durante il quale conobbi una ragazza  che lesse alcuni brani del libro di Cesare De Simone “Donne senza nome” . Il romanzo  era stato scritto nel 1998.

Dopo qualche giorno  con la lettrice di quelle pagine che mi avevano colpito ed incuriosito ci vedemmo a casa mia, anche perché a quei tempi ero vicepresidente della Consulta Femminile del mio Municipio.

Federica Festa, così si chiamava la ragazza, mi regalò il libro di De Simone , in modo che lo leggessi per poi promuovere la storia magari a teatro. Federica  era infatti una giovane attrice.

Lessi il libro tutto d’un fiato, e lo proposi alle iscritte alla Consulta del Municipio e non solo …il libro cominciò a girare…ma non mi ritornò indietro.

Cesare De Simone scrive nel romanzo che aveva saputo dell’eccidio da una certa Carla C. che mi sembra dicesse abitasse a Monteverde.

Per approfondire la storia  comprai e lessi il libro di Carla Capponi  uscito proprio nel 2000, il mio interesse si fece ancora più profondo,  perché  lei scrisse che la storia delle dieci donne del ponte di ferro l’aveva saputa  da una compagna della Garbatella.

Mi misi subito alla ricerca di questa donna, meravigliandomi che non se ne fosse mai parlato a casa mia , i genitori di mia madre erano venuti alla Garbatella nel 1926, mio padre  venne  nascosto e salvato proprio da mia madre l’8 settembre del 1943. Mio padre era un Carabiniere e fuggiva perché era rincorso dai tedeschi.

 Così nel 2001 iniziai con alcune amiche  ad andare il 7 aprile a visitare il monumento ed a cercare la storia vera di queste donne…e così tutti gli anni a venire il 7 aprile è diventato un appuntamento fisso…

La foto che ci facemmo sul ponte ce la scattò Gianna Moriani .

La prima donna che si vede è Elisabetta Di Renzo donna storica della Garbatella alla quale è dedicato il consultorio  del quartiere, dietro a lei Rossana Di Lorenzo l’attrice moglie  di Alberto Sordi nel film lo strano senso del pudore, poi c’è Carla Di Veroli prima delegata alla cultura e poi assessora del  municipio, Iolanda Pallocca attivista del partito socialista che, insieme ad Elisabetta lottarono molto per aprire il consultorio familiare della Garbatella.

Sulla storia di questo eccidio c’erano voci contrastanti  e non tutti gradivano che se ne parlasse, c’era chi diceva che era una invenzione, ma io non mollai e la ricerca continuò…

Usci nel 2003  un articolo della rivista “La Piramide” con la storia del ponte dell’industria e di alcune di noi davanti al monumento, poi iniziò da molte parti la visita al monumento.

La ricerca finalmente premia però il nostro lavoro,  Gianna Moriani  incontra un amico di suo fratello che ha ottantacinque anni e che la mamma quel venerdì santo del 1944 aveva mandato a prendere la farina con una federetta al mulino Biondi, come racconterà poi lui anche alla trasmissione di  Chi l’Ha Visto.

Grazie alla trasmissione  televisiva la ricerca ha portato a ritrovare per ora una famiglia delle dieci donne alle quali vorremmo anche dare oltre al nome anche un volto.

Su youtube è possibile trovare alcuni video con i ricordi di questi fatti di Fulvio Carnevali ora novantenne.

Nulla succede a caso il ponte andando a fuoco vuole forse  illuminare questa ricerca e mi ha detto: “Donne non mollate continuate e verificate  i simboli Ferro, fuoco, acqua e ponte !!! “

E noi lo stiamo facendo con questo racconto e queste foto

Roma 5 ottobre 2021