Storie di nonne dalla Garbatella nel mondo dal 14 maggio festa della mamma

Si sa che le nonne sono state prima mamme e la loro guida è sempre stata importante  in qualsiasi epoca.

Il Comitato delle fate dopo la presentazione del Libro  Garbatella Come eravamo 1985/1960  promuove questa nuova iniziativa  raccontando le foto del libro ed invitando a partecipare con foto delle proprie nonne spedendo una loro foto con un aneddoto, una frase, un proverbio che la propria nonna amava ripetere.

Dal 14 maggio 2023 Festa della Mamma, da cosa nasce cosa …poi si vedrà…

manda un pensiero, una frase che ti diceva, “nonna tua” a fatagarbatella8@gmail.com

da Garbatella come eravamo, pag. 91 foto di Gianna Moriani i suoi nonni Giovanna Muzzetto e Claudio Moriani

Per per le 10 donne del ponte di ferro: DONNE METTIAMOCI LA FACCIA

23 aprile 2023 ore 17:30 a merenda ed a cena con la storia

Nel salotto delle fate
presso il ristorante L’ Ardito Piazza dei navigatori 1 Roma

continua la ricerca storica per dare un volto alle 10 donne di quel Venerdì Santo del 1944 al Ponte di ferro

L’8 settembre 2023 sono ventuno anni che sono venuta a conoscenza della storia
delle dieci donne di quel venerdi santo del 1944.
Quasi un mistero! Sì sto parlando dell’eccidio delle dieci donne al ponte dell’industria,
meglio conosciuto dai romani come il ponte di ferro . Questa storia avvolta da uno strano
mistero può apparire una leggenda solo a chi non è curiosa come me e poco legge. Il poco approfondire è sempre più attuale, ora poi va di moda il taglia ed incolla e la sagra dei selfie.
Così da quel settembre 2002 mi sono fatta una serie di domande ed ho cercato di coinvolgere sia le istituzioni che le mie amiche FATE (fate viene da verbo fare terza persona plurale ). Inoltre nel tempo sono arrivati all’associazione studenti e studentesse delle Università e del DAMS per fare tesi sulla Garbatella.
Cosa c’entra la Garbatella ??? C’entra c’entra!!!
Intanto perché chi scrive ci è nata, sua madre con i suoi genitori ci arrivò nel 1926. Poi c’è anche da rilevare che su un libro una nota partigiana scrive che il fatto lo seppe da una
compagna della Garbatella.
Si da’ il caso che nel 2002 facevo parte di due consulte femminili, quella della
Regione Lazio delle associazioni ed ero la coordinatrice del “welfare state i bisogni
primari”. La seconda consulta della quale facevo parte e cioè quella del municipio
undicesimo ero la vice presidente. Raccontai e invitai il più possibile le associazioni delle
due consulte e le mie amiche a leggere “Donne senza nome” il libro di Cesare De
Simone. Proprio quel libro che mi venne donato qualche giorno dopo l’incontro del 8

settembre 2002. Il libro mi venne donato dalla ragazza che lesse alcune pagine proprio
sul ponte di ferro, anche perché quel monumento non venne posizionato di 7 aprile ma di
8 settembre e più precisamente nel 1997. Come potrete notare dal dépliant dell’epoca il
nome della ragazza che lesse alcune pagine del libro sul dépliant non è riportato.

Federica Festa così si chiamava la ragazza, mi disse anche che sarebbe stato bello
coinvolgere le donne non solo alla lettura. L’idea della ragazza era proprio invitante,
bisognava sensibilizzare dieci donne possibilmente casalinghe del quartiere e renderle
protagoniste magari con una rappresentazione teatrale.
Lessi velocemente tutto d’un fiato il libro e lo feci girare tra le varie donne
interessate a questa storia. Quel libro mi stimolò a comprarne e leggerne un altro per
approfondire e capire meglio la storia di questo eccidio del 7 aprile 1944. Tra le mie
amicizie c’era Enzo Ventre, autore di alcune canzoni di Gino Paoli per esempio “Non si
vive in silenzio” e per Renzo Arbore “Ce ne vulimmo annà in America, ma che per altri personaggi conosciuti nel mondo dello spettacolo Enzo scrisse “Voci soffocate” che riporto qui di seguito
Nel frattempo un giovane artista Adriano Calì ispirandosi a questa storia dipinse un quadro
e lo donò alla Presidenza del Municipio.

Intanto promossi il 7 aprile 2003 insieme al Municipio VIII di portare un fiore al monumento
ecco alcune foto del 2003(sul ponte Mirella Arcidiacono, Rossana Di Lorenzo, Carla Di
Veroli, Flavia Micci e Gianna Moriani
nell’altra foto Carla Di Veroli depone un mazzo di
fiori)

Il 4 giugno del 2004 sulla scalinata Orsucci narrammo la storia con tre poesie lette
dall’attrice Rossana Di Lorenzo, Gianna Moriani e da me , che raccontavano come mi ero
immaginata la storia che riemergeva dopo tanti anni.
Comunque l’idea della ragazza quella dello spettacolo non riuscimmo a realizzarla
costava e non avevamo i mezzi. Perciò mi dedicai come faccio ancora solo alla ricerca ed
alla lettura.
Tra le varie studentesse e studenti un giorno arrivò uno studente del DAMS, Gabriele Fortuna, che aveva vinto un progetto della Regione Lazio “Torno subito” e riguardava un gemellaggio Garbatella – Cuba.

Quando tornò da Cuba Gabriele iniziò a frequentare Il Tempo Ritrovato,
gli dissi di guardare cosa gli stimolasse il monumento delle dieci donne ed il murale sotto
l’ex mercato coperto…dopo un po’ di tempo Gabriele Fortuna partorì una bellissima storia

.”LA SPIRALE DEL DESTINO” e l’attore Luciano Roffi lesse alcuni episodi proprio al
centro culturale della Garbatella “MOBY DICk”
Poi Gabriele fece raccontare ed eravamo in piena pandemia questa storia agli alberi
.L’iniziativa “TRACCE-gli alberi raccontano” venne realizzata nel giardino Maurizio
Arena da un’associazione, mi sembra se ben ricordo di Palestrina.

Nel frattempo un giorno del 2017 Gianna Moriani aveva incontrato un amico di suo
fratello che aveva 88 anni e che nel 1944 ne aveva 12 ed era andato a prendere la
farina al mulino Biondi. Quel venerdì Santo quel ragazzino aveva visto il corpo delle donne
morte sul greto del fiume ed era fuggito impaurito. Così in uno dei nostri incontri presso il
centro culturale Moby Dick in Via Edgardo Ferrati invitai Fulvio Carnevali che aveva
abitato al lotto 10 e ci raccontò, naturalmente lo feci conoscere anche a varie persone
delle istituzioni

Nel 2019 Fulvio Carnevali venne intervistato dalla trasmissione CHI L’HA VISTO . Dopo l’intervento di Fulvio in televisione ci fu un’altra puntata di Chi l’ha visto dove c’è la
testimonianza di un parente di Esperia Pellegrini.
Pertanto dopo la manifestazione istituzionale del 7 aprile 2023 continuo a sensibilizzare
nella ricerca di queste donne con DONNE METTIAMOCI LA FACCIA
Grazie a questo sito cerco di sensibilizzare a leggere i libri Donne senza nome e Con
cuore di donna per riflettere insieme quanto accaduto 79 anni fa e cercare di dare un volto
a queste donne e cioè a: “Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pestolesi, Silvia Loggreolo”
Il 7 aprile 2023 si è ripetuta come ormai di consueto la commemorazione da parte delle
istituzioni dove hanno partecipato le associazioni dei partigiani ed associazioni culturali.
Di seguito pubblico alcune foto dell’evento

Garbatella 103 – la scuola materna La coccinella

Il mio grande divertimento che mi ricarica di tutti questi anni di favole inedite scritte e raccontate per la primissima infanzia della Garbatella . Per i festeggiamenti dei 103 anni dalla nascita dello storico quartiere ho scritto Garbatella Garbatellandia 103 che è il proseguimento del calendario 2023 ed ho portato dei “cappelli da fata” alle fate maestre. Poi volevo avere una foto con loro e chi ci ha scattato le foto? Alcuni bambini per esempio queste sono state scattate da Federico alla scuola materna La coccinella

Ogni classe della scuola materna La Coccinella è identificata da un colore…

Qui sotto una foto delle insegnanti della classe dei verdi; una delle insegnanti tiene in mano il disegno della Fontana Carlotta disegnato tanti anni fa da un ex alunno della scuola Michele Bianchi ora Cesare Battisti che tanti conoscono come “la scuola dei Cesaroni” per via della fiction televisiva.

Il disegno di Alberto Casagrande rappresenta la fontana del quartiere storico chiamata Carlotta, Alberto aveva come compagno di scuola Carlo Acciari il pittore che ha dipinto la Garbatella per più di 60 anni ed era uno dei Cento pittori di via Margutta punto il disegno di Alberto Casagrande è fatto sul cartone ed i bambini prenderanno esempio sia da lui che da Carlo per diventare dei futuri pittori e disegnare sul cartone come hanno fatto quei due bambini artisti agli inizi della loro arte

Fatagarbatella ha giocato con i bambini portando una piccola lampada magica dove ha anche narrato brevemente la storia di Aladino. Naturalmente c’è stata una gara a chi spingeva il tasto della lampada per esprimere il proprio desiderio

La Fata maestra Antonella con la lampada magica… le bambine e i bambini incuriositi vogliono provare la lampada anche loro

nella classe dei bianchi alcuni bambini vogliono mettersi in posa per farsi la foto così vengono fatti contenti ma naturalmente poi il loro volti vengono dipinti altrimenti non si può pubblicare la foto e continuare la favola dei futuri artisti

Garbatella 103

Come tutti gli anni  Fatagarbatella per Buon Compleanno Garbatella scrive una nuova favola quella di quest’anno si chiama  . “Garbatella-Garbatellandia103  Le garbasorc8tte ed i garbasorci8tti e le farfalle messaggere di fate” 

la favola inedita è stata scritta per l’occasione più per i grandi che per i piccoli… e la  la puoi scaricare gratuitamente dal sito

Ponti di memoria e di storia narrati come in una favola

                                                 A cura di Fatagarbatella

Un ponte che parla in silenzio,
ma a volte quel ponte urla
urla due soli nomi…per non …
dimenticare …la storia non puoi…
puoi cambiare …io non c’ero…
ma loro si…io pero’ ero sul ponte
quel giorno che nuove generazioni
con la scuola lo attraversavano
ed altre gli ex bagni occupavano
lei li ha raccontati i suoi anni rubati
quei fogli Carla (*) me li ha regalati
ed io a modo mio sul ve le racconterò

(*) Carla Di Veroli Esponente della comunità ebraica di Roma, è stata anche assessora in VIII municipio e sotto la consiliatura Marino anche delegata alla Memoria

La Casetta Rossa

La Casetta Rossa era un’antica Casina di caccia di proprietà del Vaticano, divenne poi il ripostiglio del giardiniere della Casa dei Bimbi restaurata da Innocenzo Sabatini.

La Garbatella e i luoghi storici da tempo si tramutano i luoghi di incontri culturali per esempio come quello di Casetta Rossa che da tempo dà la possibilità presentare libri ed aprire un dibattito su determinati misteri italiani. Il libro è stato scritto da una alunna di Federico Caffè e fa un percorso di com’era la vita delle ragazze degli anni 60 e 70.Floriana Mariani fa parte come Mirella Arcidiacono dell’archivio storico del Municipio VIII i loro percorsi di vita di ragazze sono stati completamente diversi la presentazione del libro porta anche a raccontare anche a Mirella il periodo della contestazione giovanile e femminile di fine anni sessanta e inizio anni 70

appuntamento: domenica 22 gennaio 2023 ore 17:30 presso il ristorante L’ardito in Piazza dei Navigatori Roma

Il comitato delle fate promuove Le fate scrivono, le fate leggono, le fate dipingono, le fate si raccontano,” prima della presentazione ufficiale del libro “Come eravamo – Garbatella 1835/1960 ” la Borgata operaia e il boom economico, il quartiere nelle immagini degli abitanti a cura di Antonio Tiso.

Diverse fate hanno partecipato alla stesura del libro fornendo materiale fotografico delle proprie famiglie. Il comitato di le fate si incontra ogni 15 giorni presso L’Antico ristorante dell’ardito nel quartiere Tor Marancia facendo un “Ponte storico con la Garbatella” infatti nel libro sono riportate anche foto di Tor Marancia.

il 29 e 30 settembre un fiore, una poesia…

Tre associazioni (Il Tempo Ritrovato, La cultura del cuore ed il Mo.ica donne attive in famiglia ed in società) si sono unite nel Comitato delle fate promuovono Un Fiore, una poesia dopo il film la Scuola Cattolica in collaborazione con l’assessorato alla cultura e memoria.

Come nel silenzio quegli occhi raccontino di due ragazze che vissero una tragedia con destini diversi Rosaria e Donatella.

La famosa tragedia del Circeo è stata fatta rivivere in un film, dopo 47 anni è viva nei cuori dei familiari.

I sogni di Rosaria morirono quel giorno in quella villa di “bravi ragazzi” e Donatella visse altri trent’anni combattendo per avere giustizia…Il comitato delle fate chiede alle istituzioni che nelle scuole venga inserita “l’educazione sentimentale e poi quella sessuale”,

visto come i tempi cambiano, c’è molto ancora da fare per educare al rispetto nelle varie e numerose culture diverse che s’incontrano sui banchi di scuola.

La Garbatella di Pasolini a Ferragosto passeggiando nella storia

Ferragosto 2022 a Roma passeggiando con Fatagarbatella nella Garbatella di Pasolini appuntamento alle ore 19:00 davanti all’ex cinema teatro Garbatella (Palladium) piazza Bartolomeo Romano

a cura di  Charlotte Fontaine:

 Come ormai da più di 10 anni l’associazione culturale Il Tempo Ritrovato di Fata Garbatella promuove una passeggiata nella storia per le strade  del quartiere.

La passeggiata è offerta  dall’associazione ed è a numero chiuso per le amiche e gli amici.

 Il Ferragosto 2022 a Garbatella  sarà un confronto tra il film “Vita violenta” girato da Pierpaolo Pasolini nel 1962 e su come è cambiata quella piazza della Garbatella con la ghiaia e le panchine di legno dove si incontrarono  Irene e Tommaso. La piazza  purtroppo molti la chiamano la piazza della scuola dei Cesaroni, grazie ad una fiction andata in onda su Canale 5 diversi anni fa, ora riproposta nelle notti tarde d’estate.

Fatagarbatella farà da guida magica tra adulti e bambini con un libro di Ulderico Munzi, con le bacchette magiche di carta riciclata e alla passeggiata  partecipano anche i garbasorci8tti.

I garbasorci8tti sono  personaggi delle favole inventate da Fatagarbatella e dipinti su cartone. L’infanzia delle scuole materne  La Coccinella ed Il girasole colorato  conoscono bene questi personaggi pubblicati nella favola Viva Viva la Pace. I garbasorci8tti sono dei sorcetti dipinti su cartone per sensibilizzare sull’importanza del riutilizzo della carta e del cartone aspettando l’apertura della  biblioteca di Via Costantino.

 Ulderico Munzi il libro  “Matusa” lo donò nel lontano 1968 in piena contestazione giovanile  a Salvatore Arcidiacono che lavorava come impiegato ai quotidiani La Nazione ed Il Resto del Carlino presso la Sala Stampa di Piazza San Silvestro . Probabilmente Munzi pensò di donarlo a quell’impiegato della Sala Stampa sapendo anche che era un ex carabiniere della guardia regia.  Visti i tempi di ribellione dei giovani sessantottini e quella figlia contestatrice dell’impiegato di Piazza San Silvestro fece bene Munzi a fare quel dono. Salvatore Arcidiacono “Matusa” lo donò alla figlia che lo lesse, forse incuriosita dal titolo o forse per fare giusto un piacere a suo  padre che ci teneva tanto che lei lo leggesse.

Il libro scritto dal giovane Ulderico è prezioso ora a distanza  di più di mezzo secolo, perché è tornato alla mente di quella figlia contestatrice  per le interviste che ci sono riportate.

Ulderico Munzi che ora ha  novant’anni intervistò  molti personaggi della politica e della cultura e non solo  come Amintore Fanfani, Ugo La Malfa, Alberto Moravia, Pietro Valdoni, Gino Cervi e molti altri tra cui Pier Paolo Pasolini.

 Durante la passeggiata sarà letta l’intervista fatta a Pasolini sei anni dopo dal film girato su quella piazza, dove venne girato nel 1974 anche il film “C’eravamo tanto amati ” con Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli.

Su quella piazza  ce n’è di  storia da narrare  per esempio Karol Wojtyla duecentosessantaquattresimo Papa ci  volle tornare come prima uscita da Vicario di Roma, tornò  alla chiesa di San Francesco Saverio il 3 dicembre 1978, perché  nel 1946 la frequentava come giovane catechista.

Piazza Damiano Sauli chiamata da certi pischelli “la piazza che comanna” sembra che narri alle persone più attente  le varie epoche che l’attraversano, ne ha  tanta storia che forse le nuove generazioni dovrebbero imparare a conoscere.

La tanto decantata RIGENERAZIONE va messa in pratica nel rispetto delle differenze culturali e dei messaggi silenziosi che manda la strada, la toponomastica e i vari murales quelli fioriti e quelli  non ancora  sbocciati sul territorio .

A settembre 2022 per il secondo anno piazza Damiano Sauli ospiterà “il festival del baccalà!”

Fatagarbatella invece  promuoverà l’incontro 8 settembre a cena con la storia raccontata dai salmoni

 I tempi cambiano come  scrisse in quella canzone “Una voce di Roma”  dedicata alla Garbatella  Enzo Ventre “il tempo invecchia pure la vita meno male le mai la storia “ È questo il compito che si dà ormai da 32 anni l’Associazione Il Tempo Ritrovato per far  emergere tratti di storia secondo il proprio vissuto. La passeggiata si concluderà in una trattoria nel palazzo dove Fatagarbatella nacque proprio nella casa dove i suoi nonni andarono ad abitare nel 1926 a causa degli smembramenti  di Roma nella zona di Via dei Pettinari. Durante la cena si parlerà anche di colui che ha fatto la lunga prefazione del libro di Ulderico Munzi e cioè Enrico Mattei.

Enrico Mattei e la moglie al battesimo Giulia Giannone

 Fatalità Mattei e la moglie  tennero  a battesimo la figlia di Fatagarbatella e le parole di Monsignor Mario Canciani sono impresse nella memoria della fata. Pertanto  grazie al film di Pierpaolo Pasolini ed al libro di Ulderico Munzi si aprono per IL TEMPO RITROVATO nato a Piazza Caterina Sforza il 7 aprile 1990  nuove e vecchie strade da percorrere  con quei disegni fatti dall’infanzia del 2008 per “La città dei piccoli” che sarebbe dovuta nascere alla ex Fiera di Roma.

Ecco alcuni tratti  della prefazione del libro  ”Caro Ulderico, ch’io manchi, come giornalista, di chiaroveggenza, è cosa certa; ma se mai ne avessi dubitato, a levarmi ogni perplessità  sarebbe oggi sufficiente il ricordo della tiepida accoglienza che riservai alla tua proposta di un servizio sui

dei vent’anni dei più illustri “matusa” della società contemporanea.

Tu ricorderai che io subii quella tua trovata senza entusiasmo; e la mia adesione di direttore del giornale fu un atto di condiscendenza non di convinzione. A chi può interessare , mi chiesi, sapere che cosa pensassero e che cosa facessero, sulla soglia dell’età maggiore, Cesare Merzagora e Amintore Fanfani? Tuttavia non ebbi l’animo di dire no. Di idee consimili troppe mi tocca di bocciarne per ingrato dovere del mio ufficio di direttore di giornale; e so per esperienza che non è bene disanimare i giovani colleghi, instillando nell’animo la sfiducia  nelle proprie capacità di discernimento e di iniziativa .  Fu così che ebbe via libera il servizio sugli ”anni ruggenti” di un piccolo ma ben scelto campionario delle celebrità contemporanee; e a quel servizio detti spazio nelle colonne della  “ Nazione”, dalle quali prende oggi il volo per divenir, ripulito e corretto, il libro a cui mi chiedi, come complice involontario di premettere due parole di prefazione  

Quelle due parole di prefazione sono quasi nove pagine del libro e  rilevano il ruolo che ricopriva Enrico Mattei nel 1968, ora  l’idea di Ulderico Munzi di intervistare quei personaggi di fine anni sessanta ci porta a fare un confronto su quanto pensavano i personaggi di oggi nei loro vent’anni, ma mi chiedo se ne valga la pena, anche perché di Ulderico Munzi ce n’è uno solo.

 Ne vale invece la pena di comprendere nel centenario di Pierpaolo Pasolini il perché del film girato tra Tormarancio e Garbatella  visto anche il penultimo libro che ho letto e che si svolge a Tormarancio e il personaggio torna al suo quartiere dopo circa venti anni di carcere.

L’intervista a Pierpaolo Pasolini inizia così:

Prima Freud, poi Marx. E tra Freud e Marx, la guerra e la Resistenza: E’ su tutto ciò che echeggia il canto della sua poesia.

No. Non è stata una conversazione facile , scorrevole, densa di episodi. Mi ha guardato male fin dall’inizio, anche se si era cambiato la camicia (vaporosa, bianca) prima di entrare nel salone.

 E forse non mi ha nemmeno stretto la mano.

Ero un nemico.

 Colui che voleva raggrumare in una pentola di chiacchiere il senso dei suoi vent’anni.

Pier Paolo Pasolini aveva ragione.

e gli chiedo scusa.

L’ho lasciato parlare e non l’ho mai quasi interrotto……………

Il resto dell’intervista la leggeremo durante la passeggiata magica  vicino a quel baretto su piazza Damiano Sauli dove si incontrarono Irene e Tommaso ….