Come ci ha cambiato il Covid ??? Come cambiano i Natali a Garbatella e nel mondo ?
La Garbatella si sarebbe dovuta chiamare Colle della Pace e in questo Natale 2021 è stato organizzato questo spettacolo itinerante per una festa di Pace e condivisione
Ma ora ripercorriamo alcune tappe dei Presepi a Garbatella…il primo pensiero mi va ad Alberto Casagrande con il suo presepe di vetro esposto per anni ed anni alla mostra dei presepi a piazza del popolo
Alberto Casagrande e Maria Giovanna Arcidiacono alla fontana Carlotta
poi c’è quello meccanico di Dante Pica con tutti i mestieri di un tempo,per molti anni è stato esposto nei locali della chiesa di Santa Galla ora si trova all’università di Roma tre.
mi piace ricordare le casette per il presepe preparate da Sciampi …
Sciampi e le sue casette
e il bel presepe di Magoaggiustatore in piazza Albini nella magica aiuola realizzato insieme ai ragazzi di religione Cristiana provenienti dall’Africa con delle stupende statuine d’epoca dove molti bambini ed adulti si fermavano ad ammirare.
il primo presepe realizzato da Amici di Fruzzico onlus nel 2016 in piazza Augusto Albini
Come cambia nel mondo anche il Natale causa pandemia?
Questo se lo chiedono come progetto culturale con i ponti di storia alcune associazioni culturali tramite questo sito
Il 19 novembre alle 16 ti aspettiamo al Parco Donatella Colasanti in via di villa di Lucina angolo Via Giustiniano Imperatore per l’iniziativa “un ponte nel parco STORIA, MEMORIA e FUTURO” proposte e progetti per il futuro
Due giornate importanti a novembre sulle quali riflettere e costruire nel mondo cambiato dalla pandemia. Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale diritti infanzia e il 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
Sono state invitate le associazioni della consulta femminile della regione Lazio e molte presidenti saranno presenti
inizieremo con questa domanda: “Un bambino che vede maltrattata la mamma cosa prova ? … e una bambina ? “
Durante l’iniziativa nel parco Donatella Colasanti si evidenzierà il lavoro fatto in tanti anni nella Consulta Femminile della regione Lazio, che purtroppo da tempo non si riunisce. E’ nostra intenzione riprendere e di continuare il lavoro interrotto nei vari campi, iniziando dalla lotta contro la violenza sulle donne e ricordando quel 25 novembre 1999 al Parlamento Europeo nascita della giornata internazionale contro la violenza alle donne in Italia
Le associazioni che hanno aderito a questa iniziativa ancora una volta chiedono di dedicare un murales a Rosaria Lopez e Donatella Colasanti nel quartiere dove vivevano alla Montagnola
Alcuni attimi del lunghissimo impegno delle 110 associazioni della consulta femminile della regione Lazio
di Giovanna Mirella Arcidiacono (alias Fatagarbatella)
(l’articolo serve a preparare un futuro dibattito tra il 20 ed il 25 novembre 2021 prima parte)
Occhi di ragazza è un brano musicale interpretato da Gianni Morandi nel 1970, con testo firmato da Gianfranco Baldazzi e Sergio Bardotti e musica composta da Lucio Dalla e Armando Franceschini
Occhi di ragazza quanti cieli quanti mari che m’aspettano Occhi di ragazza se vi guardo vedo i sogni che farò Partiremo insieme per un viaggio Per città che non conosco Quante primavere che verranno Che felici ci faranno Sono già negli occhi tuoi
Il film “La scuola Cattolica” è stato vietato ai minori di 18 anni, al festival di Venezia era stato vietato ai ragazzi di 14 dovevo per forza andarlo a vedere.
Dovevo andare a vedere quel film per capire quel periodo storico , quella tragedia che avevo vissuto da vicino. Dovevo andare per tre, anzi quattro motivi:
Le due ragazze Maria Rosaria e Donatella vivevano alla Montagnola, quartiere non lontano dalla Garbatella e da Tormarancio.
Correva l’anno 1975 e mio fratello Adalberto aveva da poco finito di adempiere al servizio militare come ufficiale dei Granatieri di Sardegna ed aveva iniziato a lavorare come giovane cronista al quotidiano Il Tempo.
Adalberto venne mandato ad intervistare Donatella Colasanti presso la casa dove viveva la ragazza che fingendosi morta, si era salvata da quel tremendo fatto del Circeo. Maria Rosaria Lopez era morta dopo trentasei ore di agonia per le sevizie subite da quei giovani cosi detti della “Roma bene”.
Adalberto tornò a casa cupo, dopo essere stato a casa della ragazza, la famiglia lo aveva ricevuto insieme al fotografo del quotidiano, ma Donatella non aveva voluto parlare assolutamente di quello che era accaduto in quella villa del Circeo tra il 29 e 30 settembre del 1975.
Mio fratello disse: ” Io non scrivo nulla. Non scrivo l’articolo che mi hanno chiesto di fare, quella ragazza sta troppo male. Non vuoleparlare va lasciata in pace ! Lo dirò in redazione.”
Qualche giorno dopo mi mostrò la foto che gli avevano dato al giornale, così lui chiamava il luogo dove lavorava, la foto l’ avrebbero voluta pubblicare, ma rimase irremovibile. Adalberto non scrisse nulla e si tenne la foto.
Mi sembra ieri di stare nella nostra casa genitoriale nella parte alta del salone Adalberto apre il primo cassetto del mobile libreria e depone la foto chiudendo il cassetto con il ginocchio. Quella foto la rivedevo ogni volta che aprivo quel cassetto dove c’erano altre fotografie .
Nella foto si vedeva Adalberto di spalle, indossava un maglione di cashmere verde di Gucci, ricordo il colore nonostante la foto fosse in bianco e nero, Donatella era seduta di fronte, io quella foto ce l’ho bene in mente ed è rimasta nella casa dei nostri genitori, mi auguro un giorno di poterla riavere.
La storia delle due ragazze della Montagnola colpì profondamente noi “borgatare”, perché tutte ci sentimmo Maria Rosaria e Donatella, così venivano chiamate da quei ragazzi della Roma bene.
Il regista del film “La scuola cattolica” non riporta mai la parola “borgatare”, mentre viene riportata sul libro “Le ateniesi” di Alessandro Barbero scritto nel 2015 anno della morte di Donatella per cancro al seno.
Il 29 settembre del 2015 presso il parco Rosaria Lopez le associazioni Il Tempo Ritrovato e la Cultura del Cuore lanciano il progetto “un fiore ed una poesia per Rosaria e Donatella” e chiedono alle istituzioni di dedicare un parco per Donatella ed un murales per le due ragazze.
Finalmente dopo ripetute richieste dove si è anche aggiunto il Movimento Italiano Casalinghe di Roma il 12 maggio 2021 anche Donatella nel giorno del suo compleanno ha un piccolo parco.
Con il Mo.i.ca eravamo state il 25 novembre 1999 alla prima Giornata Internazionale contro le violenza sulle donne presso il Parlamento Europeo a Roma insieme alla Commissione delle P.O del Consiglio dei Ministri ed alle associazioni femminili della Consulta della Regione Lazio.
Il film “La scuola cattolica” ha riacceso in “Noi mature borgatare” più di una riflessione:
Come è cambiata la società dal 1975 ad oggi?
Solo nel 1974 è venuto al mondo in Italia IL DIVORZIO e l’educazione con la quale eravamo cresciute era che il matrimonio in Chiesa era indissolubile davanti a Dio, ma poi siamo venute a scoprire che esisteva l’annullamento in certi casi e con l’annullamento al coniuge più debole non spettava nessun mantenimento
Nel 1975 la maggiore età passa dai 21 anni ai 18.
Nel 1981 la legge n. 442 ha abrogato la rilevanza penale della causa d’onore, la commissione di un delitto perpetrato per salvaguardare l’onore proprio e della propria famiglia (art. 587 c.p.) non sarebbe stato più sanzionato con pene attenuate rispetto all’analogo delitto di diverso movente, cancellando così il presupposto che l’offesa all’onore arrecata da una condotta “disonorevole” costituisse una provocazione gravissima tanto da giustificare la reazione dell’“offeso”; e sempre dopo tale legge del 1981 non avrebbe trovato più spazio nel nostro ordinamento l’istituzione del “matrimonio riparatore” (art. 544 c.p.), che prevedeva l’estinzione del reato di violenza carnale nel caso in cui lo stupratore di una minorenne accondiscendesse a sposarla, salvando l’onore della famiglia; anche in questo caso bisognerebbe riguardare quel film ”La moglie più bella” ispirato alla coraggiosa Franca Viola.
1996 dopo circa vent’anni di iter legislativo, viene approvata la legge n. 66 che, nel dettare nuove “Norme sulla violenza sessuale”, trasferisce questo reato dal Titolo IX (Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume) del codice penale al Titolo XII (Dei delitti contro la persona).
Giovanna Mirella Arcidiacono, Rina Perugia e Gianna Moriani
Così alcune mature borgatare della Garbatella sono andate al Madison a vedere il film: ”La scuola cattolica”, forti ormai del tempo che è passato dalle varie ricerche fatte dalle tre associazioni, da aver rivisto e rivisto le interviste di Enzo Biagi a Donatella con a fianco l’avvocata Tina Bassi Lagostena e quanta amarezza riscontrata a tratti da Donatella, ma che sapeva ben pesare le parole dell’intervistatore, specialmente su quando replica a Biagi che la incalza dicendole che sembra che lei da certe sfumature ce l’abbia con le femministe . E Donatella risponde: …ma bisogna vederle bene le sfumature
Il 2 ottobre 2021 alle ore 23,30 circa chissà perché, chissà per come il ponte di ferro è andato a fuoco.
Ponte, ferro, fuoco acqua quattro importanti simboli da interpretare.
Un incendio ha fatto crollare una delle passerelle di acciaio poste sul fianco sud del ponte, che è stato perciò chiuso al traffico. Le passerelle laterali, destinate al passaggio di cavi e tubazioni di servizio, forse hanno preso fuoco per un corto circuito, forse una perdita di gas o per un possibile incendio nato in alcune baracche di disperati grazie anche ai rovi intorno agli argini del Tevere.
E doveroso ricordare che anche il 1 febbraio del 2013 ci fu un incendio non così disastroso come quello del 2021, ma il fuoco a volte ci parla, pertanto torniamo indietro nel tempo …
Lo chiamarono PONTE DELL’INDUSTRIA e quando fu costruito da poco era passata la metà dell’1800.
Quando venne messa la prima pietra della Garbatella il ponte era già un “ponte adulto”, aveva cinquantotto anni e già raccontava la “sua storia” e con il trascorrere del tempo e del Tevere ne ha raccontata tanta…, fra cui quella che è venuta a galla a metà degli anni novanta, quella del 7 aprile 1944.
Il Ponte dell’Industria è conosciuto come il ponte di ferro, anzi chiamato dai romani, quelli veri, “Er ponte de fero”.
E’ il ponte di Roma che collega via del Porto Fluviale a via Antonio Pacinotti, è di metallo e unisce, anzi ora per un pò dovremo dire “univa”, i due quartieri Ostiense e Portuense. E’ lungo circa 131 metri.
Il ponte fu costruito tra il 1862 e il 1863 da una società belga per consentire ai treni che venivano da Civitavecchia di congiungersi con la stazione Termini edificata a partire dal 1862 ed aperta al pubblico il 25 febbraio 1863 con il nome di Stazione Centrale delle Ferrovie Romane.
La società belga effettuò il lavoro del ponte in Inghilterra, poi il ponte venne portato a Roma a pezzi e venne montato. In un primo tempo il ponte era costituito da arcate in ferro e ghisa appoggiate su piloni costituiti da tubi di ghisa riempiti di calcestruzzo, si sollevava nella parte centrale per permettere ai piroscafi e ai bastimenti armati di passare liberamente.
Vi chiedere ma il ponte perché ti ha parlato proprio ora?
Allora torniamo indietro nel tempo, perché NULLA SUCCEDE A CASO era l’8 settembre del 2000, per me gli 8 settembre fanno un po’ da guida, chi mi conosce lo sa bene… ma facciamo un salto indietro nella storia
il 7 settembre del 1997 fu installato sulla banchina adiacente al lato sinistro del ponte nel quartiere Ostiense un monumento per ricordare le dieci donne trucidate dalleSS sul Ponte di Ferro, dopo l’assalto al mulino Biondi che riforniva le truppe d’occupazione tedesche.
Si è sempre parlato di un “assalto” spontaneo di queste donne per andare a prendere farina e pane. Erano passati solo 14 giorni dalla bomba del 24 marzo a Via Rasella ed era Venerdi Santo.
L’8 settembre del 2000 mi trovavo davanti al monumento. Il Comune di Roma aveva promosso un evento durante il quale conobbi una ragazza che lesse alcuni brani del libro di Cesare De Simone “Donne senza nome” . Il romanzo era stato scritto nel 1998.
Dopo qualche giorno con la lettrice di quelle pagine che mi avevano colpito ed incuriosito ci vedemmo a casa mia, anche perché a quei tempi ero vicepresidente della Consulta Femminile del mio Municipio.
Federica Festa, così si chiamava la ragazza, mi regalò il libro di De Simone , in modo che lo leggessi per poi promuovere la storia magari a teatro. Federica era infatti una giovane attrice.
Lessi il libro tutto d’un fiato, e lo proposi alle iscritte alla Consulta del Municipio e non solo …il libro cominciò a girare…ma non mi ritornò indietro.
Cesare De Simone scrive nel romanzo che aveva saputo dell’eccidio da una certa Carla C. che mi sembra dicesse abitasse a Monteverde.
Per approfondire la storia comprai e lessi il libro di Carla Capponi uscito proprio nel 2000, il mio interesse si fece ancora più profondo, perché lei scrisse che la storia delle dieci donne del ponte di ferro l’aveva saputa da una compagna della Garbatella.
Mi misi subito alla ricerca di questa donna, meravigliandomi che non se ne fosse mai parlato a casa mia , i genitori di mia madre erano venuti alla Garbatella nel 1926, mio padre venne nascosto e salvato proprio da mia madre l’8 settembre del 1943. Mio padre era un Carabiniere e fuggiva perché era rincorso dai tedeschi.
Così nel 2001 iniziai con alcune amiche ad andare il 7 aprile a visitare il monumento ed a cercare la storia vera di queste donne…e così tutti gli anni a venire il 7 aprile è diventato un appuntamento fisso…
La foto che ci facemmo sul ponte ce la scattò Gianna Moriani .
La prima donna che si vede è Elisabetta Di Renzo donna storica della Garbatella alla quale è dedicato il consultorio del quartiere, dietro a lei Rossana Di Lorenzo l’attrice moglie di Alberto Sordi nel film lo strano senso del pudore, poi c’è Carla Di Veroli prima delegata alla cultura e poi assessora del municipio, Iolanda Pallocca attivista del partito socialista che, insieme ad Elisabetta lottarono molto per aprire il consultorio familiare della Garbatella.
Sulla storia di questo eccidio c’erano voci contrastanti e non tutti gradivano che se ne parlasse, c’era chi diceva che era una invenzione, ma io non mollai e la ricerca continuò…
Usci nel 2003 un articolo della rivista “La Piramide” con la storia del ponte dell’industria e di alcune di noi davanti al monumento, poi iniziò da molte parti la visita al monumento.
La ricerca finalmente premia però il nostro lavoro, Gianna Moriani incontra un amico di suo fratello che ha ottantacinque anni e che la mamma quel venerdì santo del 1944 aveva mandato a prendere la farina con una federetta al mulino Biondi, come racconterà poi lui anche alla trasmissione di Chi l’Ha Visto.
Grazie alla trasmissione televisiva la ricerca ha portato a ritrovare per ora una famiglia delle dieci donne alle quali vorremmo anche dare oltre al nome anche un volto.
Su youtube è possibile trovare alcuni video con i ricordi di questi fatti di Fulvio Carnevali ora novantenne.
Nulla succede a caso il ponte andando a fuoco vuole forse illuminare questa ricerca e mi ha detto: “Donne non mollate continuate e verificate i simboli Ferro, fuoco, acqua e ponte !!! “
E noi lo stiamo facendo con questo racconto e queste foto
Le associazioni culturali Il Tempo Ritrovato, La cultura del cuore ed il Movimento Italiano Casalinghe di Roma come tutti gli anni ricordano Maria Rosaria Lopez e Donatella Colasanti con l’iniziativa:
PER NON DIMENTICARE MARIA ROSARIA E DONATELLA PENSIERI,PAROLE, MISTERI
saranno presenti Letizia Lopez e Roberto Colasanti, inoltre le presidenti delle associazioni proponenti Mirella Arcidiacono, Anna Maria Tocci e Concetta Fusco che hanno richiesto anche quest’anno un murale per le due ragazze da decidere insieme alle istituzioni
Come tutti gli anni l’associazione Il Tempo Ritrovato ti aspetta il 15 agosto davanti al Palladium alle ore 19.00 Che cosa racconterà di nuovo sui personaggi per Garbatella 101 Giovanna Mirella Arcidiacono Presidente dell’associazione nata il 7 aprile 1990 ??? Si mormora che accennerà qualche segreto sulle sue ultime due favole: “La rivolta diFatagarbatella” e “Garbatellandia ed il viaggio fatato di Pidocchiella e Pidocchiolla.
Sicuramente verrà narrato qualche segreto della storia del quartiere …
A tutte e tutti sarà donata una bacchetta magica realizzata con materiali di riusoper fare la grande magia di una ROMA CAPUT MUNDI PULITA E PROFUMATA
Il Cinema Teatro Garbatella “Palladium” in Piazza Bartolomeo Romano progettato dall’architetto Innocenzo Sabbatini – 1927 è proprio il caso di dire che ne ha viste e sentite di tutti i colori!
Inaugurato anche con la voce di un “garbatellano” Alessandro Zaniol, cantante lirico e barbiere. Il negozio adiacente al teatro in Via E. Cravero ospitava oltre a profumi, spazzole, brillantine e forbici anche un pianoforte.
Il figlio Franco anche lui tenore ha girato il mondo ed è conosciuto molto in America, nel 2000 ha partecipato ad uno spettacolo organizzato dalle associazioni del territorio per” la salvaguardia del Palladium”
IL PALLADIUM è stato il cinema-teatro-Garbatella con le sedie di legno lucido color miele.
Il grande schermo regalava Greta Garbo nella Signora delle Camelie. Amedo Nazzari, Raf Vallone, Massimo Serrato, Massimo Girotti facevano palpitare i cuori delle garbatellane degli anni ’50, poi arrivarono i films americani con Edmund Purdom, Alan Ladd. Le nostre belle Silvana Pampanini, Sofia Loren,Gina Lollobrigida. Alberto Sordi, Rossana Di Lorenzo, Maurizio Arena, Renato Salvatori, Lucia Bosè…tanti sono stati gli attori passati sullo schermo:
Molti quelli che hanno cantato e recitato sul palcoscenico Claudio Villa, Nino Taranto, Aldo Fabrizi, Alvaro Amici…
Poi un brutto giorno verso la fine degli anni ’70, inizio ’80 il povero teatro subì lo squallore delle pellicole a luci rosse.
Venne tramutato a fine anni 80 e primi del 90 nel luogo per concerti rock, sembrava più una stazione della metropolitana con tutta gomma nera, sedie di plastica che scomparivano accatastate se si ballava.
Nel 1989 arrivò art Palladium con la proposta di 96 artisti professionisti, nel 1998 un “invito a Garbatella” organizzato dall’assessorato alle politiche culturali del Comune di Roma con una mostra di foto e un mostra di pittori e scultori nei cortili (alla Garbatella i cortili si chiamavano campi da gioco) commissionata ad un’associazione non del territorio, ma esperta in organizzazione di eventi.
Comunque il Palladium non resuscitava, non aveva degna collocazione nonostante le segnalazioni di alcune associazioni culturali del territorio. L’ultima speranza l’8 marzo del 2001 lo spettacolo della Commissione Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio con un concerto per la Giornata Internazionale della Donna. Poi il colpo: Il Palladium diventa Sala Bingo …
No! Questo era troppo!
Noi del Tempo Ritrovato scrivemmo al Presidente della Repubblica,al Ministro dei Beni Culturali, al Sovrintendente dei Beni Ambientali, al Presidente della Regione Lazio, al Sindaco di Roma ed al presidente del Municipio ed a tutti i consiglieri.
Chissà quante altre associazioni “difesero” lo storico Palladium!
La mia fu un’accorata lettera al Capo dello Stato ed a tutti i responsabili delle istituzioni, ma come era venuto in mente di dare la licenza per aprire la sala Bingo al Palladium!?
Quando ne aprivano un’altra a Via G.Chiabrera ed un’altra ancora a Viale Aventino…
2002 il miracolo! L’acquisto da parte dell’Università Roma TRE
2003 il restauro effettuato dall’Università ha ridato vita ed il giusto colore ad un opera dell’architettura che ha respirato l’evolversi dei nostri tempi belli e brutti.
L’inaugurazione di quel 15 ottobre con tanto di guida rossa e con il Presidente della Repubblica e sua moglie al braccio!
La sensazione è stata proprio di tornare in famiglia “Carlotto e Franca” mettevano i piedi su quella guida rossa. Ai miei occhi… quella visione “un po’ come sul film pane e cioccolata dei garbatellani fuori…a guardare.
Ero riuscita ad avere gli inviti per cinque anime garbatellane d.o.c. Rossana Di Lorenzo la famosa Erminia nel film di Alberto Sordi e sorella di Maurizio Arena, Enzo Stajola il bambino di ladri di biciclette, Elisabetta Di Renzo donna storica dell’UDI e Gianna Moriani in rappresentanza delle tante “casalinghe in”.
L’emozione è stata grande che mi ha ripagato delle tante lotte per far emergere la bellezza di questo amato quartiere a tutt’oggi non diventato rione .
A nome della Garbatella ho scritto e ringraziato Ciampi il suo cerimoniale a sua volta ci ha ringraziato del “ringraziamento”
Gli spettacoli sono iniziati e chi ha la possibilità e “la fantasia” di assistervi può ammirare il “ Palladium ritrovato”. Ogni volta che lo spettacolo termina in grossi applausi il mio cuore si gonfia di un sentimento che non so…come se facessi parte di quelle mura alle quali finalmente è stato dato il giusto decoro…
Però questo è solo l’inizio… bisognerà proporre all’Università anche un programma di spettacoli “mirati” al “People” , si insomma a quella gente che non ha la erre moscia lo spettacolo potrebbe chiamarsi: Allons enfantes des Garbateille
Una chicca poteva essere in tutti questi anni fare quello spettacolo del Pulcinella di “Nonno Capece” che inaugurò a suo tempo il teatro cinema Garbatella, ma per sapere certe cose e realizzarle ci voglio magie particolari, conoscere e rispettare la storia della gente pioniera arrivata nello storico quartiere negli anni venti, trenta e quaranta cioè a cavallo di chi visse due guerre mondiali.
Per esempio io so che Fatagarbatella vuole diventare un cartone animato per narrare questa Garbatella-Garbatellandia chissà se saprà fare questa magia Magokin8?
Chi meglio di loro potrebbe narrarla ????
I teatri si possono comperare e restaurare, le anime garbatellane non sono in vendita, ma sanno essere riconoscenti a chi dimostra di apprezzarle per la loro storia.
Proprio per raccontare la storia del Palladium abbiamo bisogno di “recuperare” racconti della “Giovinezza” del cinema-teatro-Garbatella se qualcuno vuole aprirci la soffita dei ricordi può mettersi in contatto con fatagarbatella@gmail.com o cercarla sulla pagina facebook fatagarbatella
Passeggiando nella storia con Fatagarbatella appuntamento a Piazza Sant’Eurosia il 15 giugno alle ore 18.00
Mamma mia che impressione il film di Alberto Sordi girato nel 1951 alla Garbatella compie 70 anni e lui 101 come la Garbatella e fiorisce un murale a lui dedicato a via Ignazio Persico. Ulteriori info sulla pagina face book Fatagarbatella
Come ogni anno l’associazione culturale Il Tempo Ritrovato promuove: “4 giugno 1944/2021 passeggiando nella storia della Garbatella”.
l’appuntamento è al solito posto alla fontana Carlotta per ricordare il giovane partigiano Libero De Angelis. La passeggiata gratuita guidata da Giovanna Mirella Arcidiacono Presidente dell’Associazione percorrerà la via Orsucci si arriverà a Piazza Sapeto dove venne girato il film Le ragazze di piazza di Spagna nel 1952 con Licia Bosé, si entrerà nel Lotto dove abitava il giovane partigiano, che dopo aver subito le torture a Via Tasso perse la vita insieme a Bruno Buozzi a La Storta.
Finalmente dopo anni di richieste Il Tempo Ritrovato di Fata Garbatella ha il piacere di annunciare che ci sarà l’inaugurazione del parco Donatella Colasanti a Roma in via Giustiniano Imperatore angolo via di Lucina