Come ormai da molti anni l’associazione culturale Il tempro ritrovato di Fatagarbatella con la collaborazione delle associazioni MO.I.CA Roma e La Cultura del Cuore con il patrocinio del Municipio VIII si incontrano presso i parchi dedicati a Rosaria Lopez e Donatella Colasanti.
SEMI D’AMORE vuole essere non solo un messaggio che ricordi l’accaduto (che si appresta a celebrare il prossimo anno il mezzo secolo ). Ma che una storia tanto triste e dolorosa promuova a partire proprio da questi due parchi che devono onorare la memoria di Rosaria e Donatella, unite da uno stesso destino, ma anche molto diverso.
Rosaria morì nel 1975 sotto sevizie e Donatella fingendosi morta per 30 anni lottò per la giustizia. Giustizia non solo per lei ma per tutte quelle donne che subirono e continuano a subire violenza.
La violenza è di diversi tipi va da quella psicologica a quella fisica…Solo che quella fisica è visibile,mentre la psicologica non è visibile e logora lentamente.
Il 29 e 30 settembre 2024 saranno piantumati due alberi a cura dell’assessorato alla cultura ed alla memoria come messaggio e simbolo che partendo proprio dall’ambiente curato e rispettato, l’amore può. L’amore può insegnare il rispetto reciproco e per far crescere un albero oltre ad essere piantumato vanno protette le radici ed ha bisogno di acqua e sole.
Appuntamento il 29 al parco Rosaria Lopez Via Pico della Mirandola ROMA alle ore 17,30 ed il 30 settembre alle ore 17.30 al parco Donatella Colasanti Via di Villa di Lucina angolo Via Giustiniano Imperatore
27 settembre parco Donatella Colasanti piantumazione albero
27 settembre parco Rosaria Lopez piantumazione albero
Per arrivare a questa targa ci sono state tante iniziative ne pubblichiamo qualcuna tramite qualche foto ed articoli.
Come abbiamo detto ricordando Rossana Di Lorenzo il primo settembre scorso all’arena Garbatella al parco dedicato al fratello con un suo amico Umberto Di Grazia, la Garbatella di storia ne ha tante ancora da scoprire. La storia di Jole ce la narrò Elisabetta Di Renzo
A Elisabetta Di Rienzo sono riuscita negli anni a farle dedicare il consultorio familiare della Garbatella.
il fratello e della nipote di Jole con Giovanna ArcidiaconoL’attore , scrittore e poeta Corrado Croce davanti alla targa di Iole Zedde
Rossana Di Lorenzo è stata ricordata domenica 1° settembre all’arena Garbatella in piazza B. Brin nel parco dedicato a suo fratello l’attore e regista Maurizio Arena. L’attrice oltre che per i tanti film girati sarà ricordata anche per aver prestato il suo volto come Sora Garbatella per tutelare la romanità e la storia del quartiere dove è nata e vissuta.
L’associazione Il Tempo Ritrovato ha chiesto di apporre una targa ricordo sotto l’abitazione dell’artista a Via della Garbatella 24 vicino a quella del fratello.
L’attore Luciano Roffi legge C’era una volta una bambina nata alla Garbatella
nei seguenti link dell’archivio luce è possibile vedere alcune foto e un piccolo video del fratello di Rossana, l’attore e regista Maurizio Arena
Come sto tempo va de fretta, in mano tieni la magica bacchetta!
Tre anni già so passati…e…Te vojio ricordà co due fotografie! Una cor cappello da fata, perché le fate fanno!
e poi co la seconda, quella cor nastro tricolore, che te passa sopra ar core. Carlotta amica mia…me manchi tanto. Troppo presto da la tera sei volata via! Però pure dar cielo potemo continuà a far qualche maggia
FULVIO CARNEVALI è stata una pietra miliare dello storico quartiere Garbatella, conosciuto nell’ambiente cinematografico come Er Garbatella è stato operatore cinematografico di stabilimento ed all’occorrenza era anche doppiatore quando c’era bisogno di personaggi che parlassero la pura lingua romane.
40 anni di cinema la passione per il suo lavoro
Chi era Fulvio garbatellano doc lo si può leggere sulle mie interviste nel quaderno numero uno di Moby Dick nella narrazione dei bagni pubblici di Innocenzo Sabbatini l’architetto visionario. Fulvio era quel ragazzino che quell’aprile del millenovecentoquarantaquattro, si era ritrovato sul ponte di ferro a porto fluviale mentre andava a prendere la farina al mulino Biondi come le aveva detto sua mamma, ed aveva visto “un mucchio di donne uccise“.
con Fulvio Carnevali davanti alla Stele nei pressi in ricordo di quel 7 aprile 1944
Fulvio questa storia l’aveva narrata più volte nelle ricostruzioni storiche della Garbatella, anche nella trasmissione di CHI L’HA VISTO, all’archivio Flamigni, alla biblioteca Moby Dick e nel salotto delle Fate presso il ristorante ARDITO, a Casetta Rossa ed a Villetta.
Noi dell’associazione culturale Il tempo ritrovato siamo state fortunate a conoscerlo e registrarlo. Grazie a tutti i suoi racconti abbiamo conosciuto quella Garbatella dei ragazzi degli anni 30 e 40. Amico di Maurizo Arena amava anche mostrarci una foto di quando era anche lui un fusto come il suo amico di scorribande.
Con la scomparsa di “Er Garbatella” se ne va una parte di quel quartiere dove un tempo si nasceva in casa, lui diceva di essere stato raccolto dalla levatrice Italia ed io gli rispondevo:” “a Fulvio io sono figlia di una Vacca, la mia levatrice di cognome faceva Vacca” … e giù a ridere, come ho detto a Massimo suo figlio :”Già ci manca tra lacrime e sorrisi”
Fulvio Carnevali e suo nipoteFulvio Carnevali alla fontana Carlotta
agosto a Garbatella cene garbatellane in allegria
Fulvio Carnevali ci parla di Paolo Pasolini che aveva conosciuto
i video che seguono sono stati fatti l’8 settembre 2019 Fulvio ci racconta in quei giorni del 1943…
Quel venerdì Santo non si dimentica…la stele con i nomi delle presunte vittime è ora in custodia presso il gruppo sommozzatori del ponte dell’Industria Il ponte prese fuoco ed ora con i lavori di rifacimento sarà più grande e più bello dicono gli addetti ai lavori. Ma la stele che fine farà? Questo é quanto si chiede il Comitato delle fate dopo aver letto un ultimo libro che conferma quello che loro supponevano da una ventina di anni. Le donne uccise non sono quelle scritte sulla Stele, ma quei nomi perché vennero scritti su Roma città prigioniera ? Un libro di 40 anni fa preso ora in prestito alla biblioteca Lussu da Mirella Arcidiacono, che dal 2003 ogni 7 aprile si é recata con altre donne a deporre un fiore. Pertanto col comitato delle fate intende far visita alla stele e si è messa in contatto con chi la tiene in custodia
Alessandro Bologna il sommozzatori dei vigili del fuoco Mirella Arcidiacono promotrice dell’evento insieme a Anna Maria Tocci (e Concetta Fusco non in foto ) Maya Vetri assessora alla cultura e memoria
Le fate si incontrarono al castello di Fatardita per far partire il progetto fatato delle fate che leggono, scrivono, dipingono, cucinano e fanno tante altre cose… Bisognava riprendere anche quel progetto di Garbatella Segreta che avevano ideato a Via della Garbatella al castello della FataSoragarbatella quel 4 luglio 2019. “Garbatella Segreta” Il progetto prevedeva di filmare storie dalle finestre. Le finestre di alcune case dello storico quartiere, poi tramutare le riprese in libro. Il progetto si era interrotto per la pandemia l’8.3.2020.
Alla riunione del Comitato le fate avrebbero dovuto portare un libro che avevano letto e parlarne tra di loro , oppure portare qualcosa che parlava di loro. Non tutte avevano portato un libro in quel giorno fatato della creatività…Era il 22 gennaio 2023 ed il 22 gennaio 1944 è una data storica. La data dello sbarco di Anzio, dove morirono tanti figli del mondo…I figli sono figli e le guerre non fanno distinzioni, feriscono, uccidono, distruggono ..
C’era proprio bisogno di scrivere la Favola della Pace.
Certo per raccontare la storia in favola bisogna essere veramente magiche! Così il Comitato delle fate aveva fatto una bella “PENSATA”. Fata LadyGarbatella aveva portato il libro “Con occhi di Donna” di Luisa Ravera, Fatarina aveva portato i carciofi cucinati alla “giudia”, perché come sapeva cucinarli lei non sapeva cucinarli nessuna delle fate. Nel progetto fatato delle fate, quelle che fanno tante altre cose, c’era e c’è anche “giocare con le parole.Le parole hanno un preciso significato, a volte ne può significarne più di uno… Fatagarbatella aveva portato il libro “Garbatella come eravamo1835-1960” dove le fotografie dicevano molto, ma molto più di tante parole… E poi c’era da scrivere anche la nuova favola di Garbatella-Garbatellandia 103 senza i forse, i può darsi, i poi vediamo e senza i ma ed i se…… Tutte indossarono il nuovo cappello magico e sventolarono la bandiera fatata delle Pari e di Più. Si fotografarono felici e sorridenti con cappello, bacchetta e bandiera. Nella foto non c’erano però tutte le fate del Comitato, alcune fate avevano trovato traffico tra una nuvola e l’altra delle idee. Altre vivevano in altri lontani luoghi fatati come Fatalavenella, Fatamirta, Fatamariuccettina Fataserena, Fatabira e tante altre sparse per il mondo. Il cibo fatato va mangiato caldo altrimenti perde le sue proprietà magiche . Le fate si misero a tavola ed iniziarono a mangiare con il motto “chi ha tempo nonaspetti tempo. Si sa che il tempo è danaro, ma in molti ancora non se ne rendono conto. Mangiavano e discutevano allegramente e nel mentre… accadde proprio una strana cosa… Videro che c’era un buffo esserino che andava in giro con una lente di ingrandimento! Era un strano garbasorcio8 aveva le orecchie piccole non grandi come la stirpe garbasorci8ttifera. Inoltre lo strano esserino andava in giro con una grande lente da investigatore.
All’improvviso passò sotto al tavolino, allora tutte le fate contemporaneamente s’inchinarono e chiesero:”Ma chi sei come ti chiami da dove sbuchi fuori?” Lui rispose tra il timoroso e l’orgoglioso :”sono Il sorcio8cto e sono fuggito via, ora ,sto andando dove devo andare ! Sto cercando la strada giusta..la via maestra.”.
Si vedeva che aveva fretta andava di corsa …voleva andare via per andare dove doveva andare. Si era ritrovato in quel posto e non sapeva neanche come ci si era ritrovato Fatacasalinghità aveva interrotto la lettura del libro che aveva portato su Federico Caffè. Fatafotografascrittorarevisoradeiconti aveva scritto un libro su di lui, essendo stata sua allieva. Fatacasalinghità che ci sapeva fare con le domande, s’interruppe dicendo:” Ehi, questo è un postomagico molto antico Esserino chi sei, come possiamo aiutarti? Ma quello si diresse saltellando verso la porta usci da sotto l’uscio, dalla parte del giardino. Fatapittora esclamò:” certo che è buffetto questo sorcetto con quelle orecchiette e che va in giro con quella lente d’ingrandimento! E poi dove tiene l’altro braccio? Forse lo tiene dietro come se non lo avesse, forse lo fa per una questione di equilibrio!? I garbasorci8tti sono un po’ particolari e poi dipende di che etnia sono, questo mi sembra un po’ confuso e poi dice di essere il sorci8cto! disse Fataladygarbatella. Fatagarbatella propose di seguirlo e così fecero tutte. Si resero invisibili con la loro parolina magica e segreta “gnaganava gnaganava” e lo seguirono passo passo … Lo videro attraversare la Via Cristoforo Colombo e dirigersi verso la via delle Sette Chiese, dove c’era un tempo una vecchia scuola. La vecchia scuola Maria Adelaide prima era stata a via Nazionale, vicino ad una prestigiosa Banca. Alcune fate avevano frequentato quella scuola, dove c’era e c’è l’ultimo portale della Garbatella, fatto restaurare da Padre Guido, e ancora ci sono un pozzo ed una Madonnina… Le fate curiose mentre proseguivano sicure di essere invisibili, specchiandosi in una vetrina, proprio vicino a dove un tempo c’era il cinema Avana, si accorsero che ….i cappeli stavano volando dalla testa e…. Loro erano invisibili si…si,… loro le fate erano invisibili ma… Ma i loro cappelli no. Così per la strada si vedevano volare cappelli colorati qua e là… E la gente guardava un po’ incuriosita ed impaurita.
L’esserino buffo dopo aver percorso la via delle Sette Chiese, passando anche davanti all’oratorio si fermò sulla piazza di Sant’Eurosia, proprio dove c’era sopra il cancello l’immagine di San Filippo Neri. L’esserino continuava a girare su se stesso e muoveva in alto la lente di ingrandimento, poi la posizionava per terra e poi di nuovo verso l’alto :Poi all’improvviso passò sotto l’archetto, Imboccò velocemente Via Antonio Rubino la strada che portava a Piazza Sapeto, dove nel 1952 era stato girato il film “Le ragazze di Piazza di Spagna. Si sentì una voce bisbigliare “ragazze forse scenderà la scalinata di Via Orsucci, probabilmente ha sete va a bere: I cappelli sobbalzarono e si misero in circolo vicino al nasone, la classica fontanella romana, che magicamente sgorgava acqua di tutti i colori. In terra c’era una pergamena arrotolata chiusa da un nastro bianco, rosso e verde ed un biglietto con scritto “Fate benvenute nel paese dei ranocchi”. Firmato Garbatellocchio che la storia tiene d’occhio. Le fate erano incuriosite, perché sapevano ormai da molto tempo che Garbatellocchio aveva ricevuto l’incantesimo della strega rosicona, che lo aveva reso invisibile. Strega rosicona avrebbe voluto rendere tutte le fate del Comitato invisibili. Strega Rosicona non sapeva che loro le fate del Comitato si divertivano ad essere invisibili; possedevano una pozione che avevano creato proprio loro, volando con la fontana – mongolfiera e l’avevano chiamata acqua dell’amicizia serena Come mai quel messaggio? Si continuavano a chiedere. Era pur vero che nelle favole di Fatagarbatella c’era scritto che Garbotellocchio diceva di essere nato nell’oratocchio, che la storia teneva d’occhio e che tutto aveva visto essendo nato A.C.
Garbatellocchio raccontava di essere stato presente quando alla Garbatella (che ancora nonera stata fondata e si chiamava Colle della Pace),, aveva visto l’invasione delle cavallette nel Paese dei ranocchi.(1) . Nessuna fata del comitato conosceva il paese dei ranocchi. Intanto si erano distratte per leggere la pergamena ed il sorci8CTO era scomparso dalla loro vista…”.Non perdiamoci d’animo” disse Fatagarbatella“dividiamoci e rivediamoci qui il giorno di Ferragosto, intanto informiamoci sul messaggio che ci ha lasciato Garbatellocchio.Poi telefonò a Fatafragolina, Fata Cri Cri, Fatacaramella e Fatapocalisse…”Voi avvertite le fatemamme e fatemaestre”Nello stesso tempo si videro i cappelli prendere varie direzioni, chi girava da una parte chi dall’altra sembravano Pari, ma erano di Più Intanto sulla scalinata lentamente scendeva la fontanamongolfiera con a bordo l’autore della favola del Paese dei Ranocchi Le fate si incontrarono a Ferragosto, ma un po’ di cose erano cambiate. Come al solito da più di dieci anni avevano fatto la passeggiata Garbatelandia. Poi avevano cenato dove aveva pernottato molti anni prima Giacomo Matteotti. Un tempo lì c’erano case ora c’è un parco ed a ferragosto c’è ristorazione e musica. Veramente su Piazza Benedetto Brin ce ne sono due, a quello di fronte ci fanno film. , Magoroffiscky tra le note di “todos cambia” laveva letto alcune pagine del libro dedicato a Matteotti. Magoppiastra aveva fotografato tutto intorno anche il Parco Maurizio Arena. Le fate decisero di non parlare e di continuare a seguire i cappelli , essendo rimaste invisibili per gioco. Avevano bene in mente quello che diceva la pergamena. La pergamena dava due importanti notizie su Antonio Rubino, infatti ce n’erano due di Antonio Rubino ed uno dei due aveva scritto “Il Paese dei ranocchi”. Ma chi erano veramente ? Fatafragolina disse” Ricordatevi quello che dice la pergamena, dobbiamo seguire il nostro cappello restando Invisibili e silenziose!” Il cappello di Fatafragolina si stava dirigendo verso Via Adelaide Bono Cairoli, sorvolò Via Guendalina Borghese e si posizionò sulla panchina gialla di Piazza Caterina Sforza . Le fate dovevano eseguire quanto scritto sulla pergamena, perché di streghe rosicone e di maghi magheggioni ce ne erano e ce ne sono ancora tanti in giro a rubare idee. Così proseguirono silenziose ed invisibili. Fatapittora vide volare il suo cappello verso il giardino delle donne a Giustiniano Imperatore dove c’è il parco Donatella Colasanti.
Fatapittora aveva letto bene la pergamena e sapeva che per il 2024 bisognava mettere in pratica le favole toponomastiche.
Intanto il cappello di Fata Garbatella aveva fatto vari volteggi al di là della via Cristoforo Colombo, si era soffermato vicino alla mimosa fatata a Via Benedetto Croce. Il cappello di Fatagarbatella saltellando era approdato a Via di Pico della Mirandola, proprio dove c’è il parco Rosaria Lopez Intanto si stavano formando ponti di favole, uno tra via Damiano Sauli, Piazza Bartolomeo Romano e Via Edgardo Ferrati dove un tempo c’erano i bagni pubblici ed ora c’è la biblioteca Moby Dick. Il cappello da là si era diretto verso Via di Villa di Lucina ed aveva spiccato il volo per via Costantino dove finalmente era nata la biblioteca Lussu. Lì da quel cappello ne uscì uno verde che si depositò su un tavolo con le bacchette magiche tutte realizzate con materiale di riuso. Il cappello di Fatacasalinghità aveva attraversato via Francesco Passino dove c’è il famoso mercato fantasma, aveva sorvolato via Giacomo Rho, Via Roberto de’ Nobili e piazza Ricoldo da Montecroce. A Piazza Ricoldo da Montecroce il cappello aveva salutatole cicogne della Pace che stavano bevendo alla fontana Carlotta e prendevano nuovi ordini.
Il cappello di Fatardita era rimasto ben piantato su Piazza Navigatori.Finalmente i capelli si posizionarono di nuovo sulla testa delle fate Infatti era intervenuta Befa la befana garbatellana con le sue magie, stava raggruppando i vari ponti delle favole toponimastiche che si andavano via via formandosi. Era in costruzione il ponte delle favole toponomastiche tra via Pico della Mirandola e via di villa di Lucina, il ponte delle favole toponomastiche da Via Marco Polo a ponte Settimia Spizzichino…Man mano gli elfi di Babbo Natale disegnavano la mappa dei ponti delle favole toponomastiche per scrivere nuove favole partendo da quella lunga via Leonardo da Vinci che si trova nel quartiere San Paolo.
BEFA aveva donato al Comitato delle Fate la prima enciclopedia di genere della Treccani. L’enciclopedia fatalità era stata presentata a Garbatellandia il 27 maggio 2023 su piazza Damiano Sauli dove c’è la scuola Cesare Battisti e la chiesa Francesco Saverio. Era stata una pura fatalità che ricordava a tutte e tutti che l’Italia aveva firmato la convenzione ONU per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il 27 maggio 1991.
Befa aveva lasciato un biglietto magico tra le pagine dell’enciclopedia nel luogo fatato di Garbatellandia con uno scritto “Fate quatto quatto è arrivato il 2024 e c’è un magicogatto con un cappello visibile ed invisibile a seconda del momento storico.
Il gatto magico un po’ matto risponde al nome Micio 104 e molte bacchette magiche a sua immagine ha fatto NULLA SUCCEDE A CASO usate bene cervello, cuore e naso
Intanto da lontano si sentiva arrivare un carrettino. Era il famoso carrettiere a vino che oltre al vino della storia trasportava il garbasorci8tto che non sapeva mai nulla, quello che sapeva tutto il garbasorci8tto allegrotto e la garbasorci8tta dispettosa
C’era una volta il cinema teatro Garbatella,,, era stata un’idea dell’architetto Innocenzo Sabbatini…… Il primo giorno di primavera di molti anni dopo, nacque al lotto 31 Fatagarbatella. Una bambina piena di fantasia che aveva custodito in uno scrigno magico nascosto alla fontana Carlotta. Un giorno d’autunno di tanti tanti anni dopo dai lotti della Garbatella uscirono tanti echi. Una giovane apprendista fata raccolse tutti gli echi e li tramutò in un piccolo documentario. Era un documentario magico, perché era il suo primo documentario.Il documentario “Echi dai lotti” veniva proiettato il 14 ottobre alle ore 18:00 nella biblioteca Moby Dick, altro luogo magico ideato dall’architetto Innocenzo Sabbatini… e la favola continua prossimamente qui
Sembrava proprio che il cielo sul parco mandasse un messaggio di grata riconoscenza ed accoglienza per quanto ci apprestavamo a fare. Il parco Maurizio Arena inaugurato il 18 febbraio 2008 , realizzato dopo varie vicissitudini, andava pian piano riempiendosi.
Giancarlo Proietti della redazione di Cara Garbatella intanto era in regia e preparava le foto da mandare sullo schermo della Rossana cinematografica e della Rossana amica di quella Garbatella dove era nata e vissuta.
Intanto tra il pubblico sorrisi ed abbracci ci si rincontrava con persone amiche che non si si vedevano da tempo. La piccola squadra organizzatrice composta da quattro persone ha veramente fatto una magia visto i soliti strumenti a disposizione: “AMORE E PASSIONE”.
Noi quattro possiamo ritenerci soddisfatte e soddisfatti. Le due donne Maya Vetri Assessora alla cultura e Mirella Arcidiacono dell’associazione Il Tempo Ritrovato Ritrovato, i due uomini JeanMaurizio nipote di Rossana e Giancarlo Proietti.
L’ospite d’onore Enrico Vanzina è arrivato puntualissimo con sua moglie e il bel ricordo è iniziato in un dolce affettuoso clima come sarebbe piaciuto a Lei, è terminato poi con una luna sopra la sua casa.. Finalmente da quel 18 febbraio 2008 il primo evento che ha ricordato due personaggi nati a Via della Garbatella. Il terzo personaggio è l’interprete del film” Le coppie”. Alberto Sordi veniva a trovare le sorelle che abitavano a Via Vettor Fausto , e spesso giocava all’oratorio di San Filippo Neri da dove partì il suo primo film Mamma miache impressione.
Pubblichiamo di seguito per chi non ha potuto partecipare alcune foto e video della serata.
L’Assessora alla cultura Maya Vetri apre l’evento Ricordando Rossana …
nel secondo intervento parla la presidente della Commissione Cultura Monica Rossi.
parla il nipote Jean Di Lorenzo e Mirella Arcidiacono
Mirella Arcidiacono alias Fatagarbatella recita VOLEMOSE BENE DA VIVE
intervento da Bruxelles del parlamentare europeo Massimiliano Smeriglio
Intervento di Giancarlo Proietti della redazione Cara Garbatella e Gabriele Fortuna
intervento conclusivo del regista ed amico Enrico Vanzinafoto di Francesco Ottaviani: Mirella Arcidiacono dona il libro Garbatella come eravamo al regista Enrico Vanzinafoto Francesco Piastrafoto Francesco Piastra